Porn: The Ogre Inside

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Nulla avrebbe fatto sospettare che il nome dei Porn derivasse dal titolo del disco dei Cure Pornography, anche perchè lo stile della band tira piuttosto per modalità industrial metal piuttosto focose e aggressive. Del resto il fondatore di questo progetto, che è in attività fin dagli anni ’90, il francese Philippe Deschemin, fa parte anche del duo An Erotic End Of Times di cui abbiamo recentemente segnalato il debut album Chapter One, caratterizzato, com’è noto, da suoni impetuosi e ricchi di pathos. The Ogre Inside è il terzo full-length della band, si ispira nei contenuti al romanzo di fantascienza Contoyen del sopracitato Deschemin, pubblicato nel 2014, e contiene nove tracce di interesse variabile, ma generalmente di buon livello, per quanto musicalmente aliene da sperimentalismi o novità; significativo, in alcuni brani l’uso di registrazioni della voce dell’occultista Aleister Crowley, una presenza diabolica che la dice lunga sullo spirito che anima i Porn. Apre “Sunset Of Cruelty” con atmosfera greve e ‘metallica’ e i suoni decisamente opprimenti, fondamentalmente dominati dalla chitarra; a seguire, “She Holds my Will”, senza cambiare formula più di tanto, ‘frena’ e offre un risalto maggiore alle tastiere, con risultati non privi di suggestione, mentre “Nothing but the Blood”, con le sue sinistre tonalità, punteggiate dalle rabbiose ‘schitarrate’, e l’efficace prestazione vocale, si può considerare come uno degli episodi migliori. Poi, dopo la fin troppo ‘carica’ “May Be the Last Time”, lunga oltre otto minuti, troviamo la cadenzata quanto ‘sostanziosa’ “Close The Window” e, ancora, “Death Does Not Last Forever”, più lenta ma davvero tenebrosa, anch’essa contenente riferimenti esoterici. Delle restanti segnalo soltanto la conclusiva title track che chiude con toni drammatici e intensi un album nel complesso più che dignitoso.

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