Winter Severity Index: Katabasis

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Non sia mai detto che, su queste pagine, non si faccia menzione di Katabasis, nuova release di Winter Severity Index, un progetto che – chi ci legge abitualmente lo sa! – seguiamo e apprezziamo fin dagli esordi. Non si tratta di un vero e proprio album, in realtà, bensì di una sorta di raccolta: vi compaiono versioni delle quattro tracce, caratterizzate da malinconia e scenari freddissimi, ‘pilotati’ da compatte linee di basso contenute nell’EP del 2013 Survival Rate (“Blue Bird”, “The Gift”, “Woman’s Prayer” e “Vesperbild”), quando accanto a Simona Ferrucci figurava ancora Valentina Fanigliulo aka Mushy, quattro altri pezzi dell’attuale formazione destinati a diverse compilations ma finora mai riuniti in un disco e persino la cover della mitica “Candidate” dei Joy Division, reinterpretata con intensità e passione e dove il basso assolutamente brillante e una tessitura elettronica densa e sognante  conferiscono una qualità un filo meno ‘funebre’ rispetto all’originale. A onor del vero, in Katabasis è presente anche un’altra cover ed è giusto citarla per quanto sia meno leggendaria: si tratta di “Static Cold”, pezzo dei The Frozen Autumn di parecchi anni fa, risalente al loro album del 2005 Is Anybody There?, di cui viene fornita una versione suggestiva, più intimista e visionaria. Delle restanti tre tracce, la bellissima “Winter Taught Me Silence” è del tutto inedita e sembra offrire un momento di profonda spiritualità, contraddistinta com’è da un andamento cadenzato abbinato a liquide note di chitarra, ad una sostanza meditativa e avvolgente e al canto forte e ‘doloroso’ al tempo stesso; Anemone”, con il suo ritmo più vivace e i suoni dal respiro più ampio e “Inconstant Stay” dalle tinte quasi post-rock, come accennato, sono apparse in compilations. Katabasis è in pratica un disco imperdibile per la schiera di noi fan tradizionali delle due bravissime artiste italiane ma è consigliato anche a chi non le abbia, finora, seguite e voglia farsi un’idea della loro musica.

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3 comments

  1. Mrs. Lovett 30 novembre, 2017 at 18:53

    Mushy alle vocals? Ma a me pare che lei sia sempre stata al synth. Anche su Internet non ho trovato nulla, magari mi sbaglio. E Simona mi pare se la cavi alla grande, sinceramente…

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