Camerata Mediolanense: Le Vergini Folli

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Band praticamente venerata dai fan, la Camerata Mediolanense ha di recente pubblicato il nuovo album, Le Vergini Folli, a distanza di circa quattro anni dal precedente Vertute, Honor, Bellezza. Ben poco si può dire di questo progetto che non sia già stato espresso. Il gruppo ha saputo combinare l’’anima’ e l’eleganza della musica classica con elementi e colori tipici di new wave e neo folk, creando un amalgama talmente unico da non trovare paragoni nel panorama musicale attuale e forse anche del passato. Lo stile della Camerata Mediolanense oscilla di continuo, con splendida armonia, fra antico e moderno, assorbendo ampiamente da entrambi ma servendosi di un’originalità e di una libertà rivendicate con l’orgoglio dei grandi artisti. Le Vergini Folli contiene otto brani, alcuni malinconici e introspettivi, altri semplicemente emozionanti; al canto si alternano di norma tre voci femminili (Corapi, D’Onofrio, Rolando), ma anche i ‘maschietti’ Vighi e Trevor sono presenti in qualche occasione. Gli arrangiamenti hanno un’impostazione sicuramente classica ma sono, per lo più, animati da ritmiche decise e arricchiti da contaminazioni con i generi più oscuri. Iniziamo in modalità ethereal, annunciata da ‘elfici’ cori: è la bellissima “Lacrime di gioia” che fluisce, morbidamente classica, fra la suggestione degli archi, la solennità del piano e il puro lirismo del canto. Poi, “Scrissi con stile amaro” opta per un andamento sinuosamente cadenzato ad accompagnare i mesti versi della poetessa aristocratica italiana Isabella Morra, vissuta nel ‘500 e scomparsa giovanissima in circostanze misteriose; il tintinnio delle campane nella chiusa è degna introduzione delle celestiali note di piano della successiva “Notte di novelli sogni” pervasa di un romanticismo arcaico e toccante. Subito dopo, troviamo piano e un tristissimo violino in “Mi vuoi”, una sorta di antica ballata di notevole incanto e dal finale tutto da godere; la seguente “Notte ancora” ci regala una melodia delicata e coinvolgente, sempre ‘adornata’ da un meraviglioso piano, prima che la straordinaria “Pace non trovo” non ci proponga le parole del Petrarca impreziosite dall’irresistibile duettare di Trevor e Corapi sul piano di Previdi, in uno scenario a tinte medioevali ma dalla sostanza ultraterrena: a questo proposito segnalo il bel video del brano con la regia di Steve Stoer. Infine, la struggente “Dolce salire” e la conclusiva “Quando ‘l Sol”, di nuovo con testo del Petrarca, chiudono con eterea malinconia abbinata a squisita raffinatezza un album di livello superiore e valore assoluto. Si ricorda che Le vergini folli è disponibile anche in volume con doppio CD , contenente vario materiale e un CD bonus con otto tracce supplementari: versioni alternative di pezzi già noti più un inedito.

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