Leaves Eyes: Sign of the dragonhead

0
Condividi:

La longeva creatura Leaves Eyes rilascia l’ennesimo albo devoto al viking metal ampolloso ed epico (fino allo sfinimento). Una sempre più autorevole Siirala fa mostra di gagliarda sicurezza, potendo far affidamento su d’un manipolo di musicisti di livello e totalmente devoti alla causa. E se emergono tra le undici tracce della versione “canonica” (ma sono previste pure una in vinile ed una in digipack/DVD con doviziosa dote di bonus, così i completisti sono accontentati…) riferimenti più o meno velati (ed inevitabili) ai Nightwish di Mastro Holopainen (“Shadows in the night”), con una canzone come “Riders of the wind” rimescolano le carte, proponendo un piacevolissimo incrocio fra suono che li ha resi celebri e quello dei Thin Lizzy: melodie celtiche rinforzate da una spigliata vena hard rock irrorata di abbondanti dosi di melodia mai stucchevole, riconosciamo la bravura di Alexander Krull, sia come compositore che come produttore, potrebbe questo episodio porre le basi per futuri ed interessanti sviluppi. “Fires in the north” lo abbiamo già ascoltato come singolo (l’EP omonimo venne pubblicato nel 2016) e non ha perso certamente smalto, l’orchestrale (e finale) “Waves of Euphoria” s’allunga fiera nei suoi otto minuti di durata, corazza dura ma anche tanto cuore, “Jomsborg” è un cadenzato che chiama a raccolta i guerrieri, Siirala/Krull mostrano grande affiatamento, la sfida alla coppia Jansen/Holopainen è lanciata, “Like a mountain” si apre con i vocalizzi della cantante di Helsinki, non lasciatevi ingannare dall’intro a-la Enya, il brano decolla ed assume corposità con lo scorrere dei secondi. Non ostante margini di manovra limitati, il genere non consente variazioni repentine, Sign of the dragonhead si dimostra disco interessante e coinvolgente, e chissà che quanto espresso per “Riders of the wind” non si limiti ad una personale considerazione. L’esperienza e la qualità espresse dalla line-up ed un leader attento come Krull sono le pietre angolari dei Leaves Eyes, la loro carriera è edificata su fondamenta assai solide, come il presente platetr conferma.

Condividi:

Lascia un commento

*