Second Still: Second Still

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Provengono da Los Angeles i bravi Second Still, trio di ‘fede’ postpunk che ha pubblicato quest’anno il debut album Second Still, scritto interamente a Brooklyn, NY, ove la band ha vissuto per un anno. Fautori di uno stile cupo ma energico dominato da un basso di grande carattere e ‘benedetti’ dalla presenza di una vocalist, Suki San, di evidenti capacità e carisma, i nostri appaiono estremamente legati ai suoni della tradizione più classica, ma li utilizzano con molta libertà, così da renderli sufficientemente intriganti. Apre “Recover”, in verità uno dei brani più derivativi, con un basso dai toni inconfondibili: l’atmosfera oscura e inquietante, oltre alla seduzione del canto di Suki San ne fa comunque un ascolto gradevole. Poi, dopo la tensione palpabile di “Try Not to Hide” che basso e chitarra, quest’ultima soprattutto nel finale, guidano abilmente, troviamo di nuovo sonorità palesemente vintage in “Sleep” dove la voce richiama in modo irresistibile quella di Siouxsie e “New Barn”, episodio davvero notevole, gioca definitivamente la carta della sensualità che Suki San sa evocare anche su una melodia assai semplice. Subito dopo un altro bel pezzo, “Strangers”, che unisce ad una ritmica vivace e ad una chitarra incisiva una parte vocale eterea e accattivante. Delle restanti menziono soltanto “Judgement” che conclude con una raffinata e fluida chitarra wave un lavoro forse con poche novità ma non privo di spessore.

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