Your Life On Hold: Burning For The Ancient Connection

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Arriva il progetto ‘post goth’ Your Life On Hold – vi mancava questa nuova categoria? – e pubblica con la Solar Lodge l’album Burning For The Ancient Connection. Il suo fondatore è il tedesco John Wolf, figura di spicco nella musica elettronica, di certo non un novellino: nelle vesti di rocker, tuttavia, è un esordiente, ma a quanto pare gli viene bene anche quello, poichè Burning For The Ancient Connection è un disco di gothic rock – con buona pace degli esperti in etichette – assolutamente elettrizzante, che porta a nuova vita uno dei generi più ‘usurati’. Dopo aver scritto parole tristi e amare e una musica corposa e sanguigna, Wolf si è avvalso per la ‘confezione’ del suo lavoro anche della collaborazione di un ‘professionista’ come Artaud Seth (mixing e programming), il che spiega forse la qualità più che apprezzabile dei suoni. Il godimento inizia fin dall’opener, “Phoenix”, con la splendida, versatile chitarra che, per quasi otto minuti, oscilla fra gotici arpeggi e riff impetuosi e trascinanti in riuscita fusione con una voce niente male. Una volta immersi nell’oscurità inquieta ‘celebrata’ da Wolf si continua ad assaporarne le sfumature con la più rabbiosa e ‘metallica’ “Attawapiskat”, che echeggia vagamente lo stile del ‘reverendo’ Marilyn Manson, e con la tesissima “Exorcism”, uno degli episodi più belli, che si concede qualche deriva industrial, qua e là sfiorando l’apocalisse. Non mancano omaggi palesi alla tradizione come “Already Lost” e “Rome”, che sembrano decisamente pensate per i live, mentre “An Old Man’s Song” è un altro gioiellino di ombre e tenebra in cui la chitarra letteralmente spadroneggia. Infine, dopo il momento malinconico e introspettivo rappresentato da “Falling” e dalla sua bella, incisiva chitarra, la conclusiva “Hope is for Dreamers” chiude un disco cupissimo sotto ogni aspetto ma che, paradossalmente, mette di buon umore.

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