Giovanni Leonardi: Monarch

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Giovanni Leonardi si è ormai ritagliato un suo spazio all’interno della scena dark italiana con una serie di progetti fra di loro diversi come Siegfried, Carnera e Divisione Sehnsucht. Se con i Siegfried emergeva l’amore per la new wave italiana con Carnera e Divisione Sehnsucht si è invece palesato un forte interesse per la musica elettronica e per certo industrial confermato poi dal suo debutto solista The Alchemist Organizer. Ora esce , da considerare come il secondo capitolo di una trilogia  e incentrato su un “concept” basato sulla tematica del controllo mentale da parte dei poteri occulti. Se nel primo capitolo Leonardi aveva pagato il suo inevitabile tributo all’elettronica tedesca degli anni ’70 di gruppi come Tangerine Dream e Kraftwerk, in questa nuova fatica ci troviamo di fronte a sonorità di matrice dub-industrial. Nella solitudine del suo studio Leonardi, alle prese con i suoi macchinari analogici, ha tramato nell’ombra componendo un’ideale colonna sonora per i nostri sogni mentali più oscuri e malati. Le ambientazioni sono algide e minimali, nel solco di un cupo electro-industrial senza compromessi che non concede  nulla alla melodia. Dopo i suoni astratti dell’iniziale “MK Ultra”, nella successiva “Handler” veniamo avvolti da potenti beat minimali e voci sussurrate. Con “Programmazione Delta” le atmosfere diventano sinuose e vagamente inquietanti, sensazione confermata da “Mind Control”: la musica dipinge un paesaggio spettrale e apocalittico ed è perfetta nel descrivere la tematica cospirazionista evocata dal disco. “Sex Kitten” ci prende per mano con le sue ritmiche dub-industrial mentre le spirali mantriche di “Over the Rainbow” ci massaggiano la corteccia cerebrale. I ronzii elettronici e mutanti di “The Manchurian Candidate” ci  parlano di lavaggio del cervello: il titolo è un omaggio all’omonimo film. La tensione rimane sempre alta  come confermato dalle seguenti “Odile”, ”Monarch”, “Frattura” e “I Was Perfect”. In Monarch viene creata l’illusione di una realtà parallela dove le nostre menti sono controllate e i nostri ricordi fabbricati come in un romanzo di Philip K. Dick. Giovanni Leo Leonard si conferma un artista eclettico e a tutto tondo che ha sempre qualcosa da dire e che, in futuro, ci riserverà altre sorprese. Il cd è pubblicato dalla sempre meritoria Old Europa Café ed esce in un’edizione rigorosamente limitata a 60 copie numerate.

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