H.P. Lovecraft: Oniricon: Sogni, incubi e fantasticherie

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Howard Phillips Lovecraft: Dreamer On The Night Side è l’evocativo titolo di una celebre biografia del Solitario di Providence scritta dal suo amico e discepolo Frank Belknap Long. Si tratta di un titolo azzeccatissimo che ben inquadra la leggendaria figura di Lovecraft, un personaggio fuori dal comune la cui produzione letteraria è fortemente influenzata dall’attività onirica come lo stesso scrittore ha più volte confermato nel suo sterminato epistolario. Non a caso, nel 1994, la mitica Necronomicon Press pubblicò un libretto – ormai introvabile – intitolato The H.P. Lovecraft Dreambook e curato da S.T. Joshi, Will Murray e David E. Schulz in cui venivano proposte alcune – 23 – delle lettere in cui HPL parlava dei suoi incubi. Da quell’idea il grande Pietro Guarriello, uno dei maggiori esperti in Italia del Sognatore di Providence e maniacale collezionista di ogni uscita libraria che lo riguarda, ha deciso di sviluppare quell’idea in un volume decisamente più corposo – intitolato Oniricon – pubblicato da Bietti che racchiude un numero quasi doppio di lettere, tutte tratte dalle fondamentali Selected Letters che rappresentano qualcosa di unico nel panorama letterario in generale. La sezione dedicata all’epistolario è ricca di note esplicative e di rimandi bibliografici: si tratta di materiale di assoluto interesse in cui abbiamo modo di “vedere” la genesi di alcune storie “lovecraftiane” come Nyarlathotep e The Statement Of Randolph Carter oltre a ben 3 versioni dell’incubo “romano” – ambientato in Spagna – poi incorporato da Frank Belknap Long in The Horror From The Hils. La prima lettera scritta a Rheinhart Kleiner è emblematica: è incentrata sui mitici e mitologici “Magri Notturni”, vero e proprio incubi che infestavano i sogni dell’infanzia di Lovecraft. Oltre alla sezione delle lettere c’è n’è un’altra consacrata ai racconti “onirici” di HPL ovvero a quelli che sono in realtà delle vere e proprie trascrizioni di incubi notturni come il celeberrimo e già citato Nyarlathote”, scritto in stato di dormiveglia. Ci sono poi alcuni racconti cosiddetti “dunsaniani” come Polaris e  Celephaïs. Una vera chicca è poi la traduzione, per la prima volta in Italia, della poesia “I sogni di Yith” scritta, ma sarebbe meglio dire riscritta da Lovecraft, in collaborazione con Duane W. Rimel. Il volume è poi integrato da un’accurata introduzione di Gianfranco De Turris, da un articolo dello stesso Pietro Guarrielo intitolato singificativamente Lovecraft onironauta e da un’interessante disamina in appendice ad opera del neuropsichiatra Giuseppe Magnarapa. E’ noto come Lovecraft considerasse Freud “un ciarlatano” e come considerasse la psicanalisi una sorta di paccotiglia. Tuttavia Lovecraft rimane un autore di una modernità impressionante appunto per aver simbolizzato i terrori che si annidano nell’Inconscio – teorizzato all’inizio del XX secolo da Freud – attraverso le sue divinità teratoformi come Cthulhu, Yog Sothoth, Shub Niggurath, Azathoth e Shub-Niggurath. In questo simili a William Hope Hodgson che aveva simbolizzato i terrori dell’inconscio attraverso le sue inquietanti creature suine. “Oniricon” è un volume che non dovrebbe mancare in nessuna collezione degli appassionati di Howard Phillips Lovecraft.

H.P. Lovecraft “Oniricon” – Bietti-  l’Archeometro – 327 pagine – ISBN 9788882483890 – Euro 20 – 2017

 

 

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