Kuhl: Circus of Outrageous

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Non si sa granchè dei Kuhl, duo di elettropop di origine inglese, tranne il fatto che, in effetti, sia Cas Greenfield che Mikey Cooling non sono dei novellini, anzi, sono conosciuti già da anni in ambito musicale, attivi in vari settori. The Circus of Outrageous è il primo disco del progetto: registrato nei pressi di Gloucester, esce ufficialmente in questi giorni dopo aver circolato qualche mese come streaming e album ‘on demand’. Si tratta di una formula elettropop generalmente soft, il cui sound ricorda non soltanto gli anni ’80 ma, per molti versi, anche i ’70: melodie accattivanti, ritmiche moderate e atmosfere spesso ‘romanticheggianti’, con testi di vario genere: un ascolto decisamente leggero e poco impegnativo, sonorità del passato vagamente ‘inattuali’ cui, per così dire, non abbiamo più pensato dai tempi degli ABC. L’iniziale “Civilisation”, pervasa di una delicata malinconia, propone un’elettronica tutto sommato moderna, vicina, nell’ispirazione, a certi Depeche Mode, ma la seguente “Don’t Look Down” è semplicemente un melodia orecchiabile e un po’ ‘caramellosa’, come è il caso anche di “Headrush” che, per qualche aspetto, mi ricorda gli Spandau Ballet… se solo la voce fosse quella del grande Tony Hadley. Con “Heartquake” arriva quindi la classica ‘botta’ di vita e lo scenario si anima con ritmica e chitarra; da qui in poi si ‘rintracceranno’ varie concessioni a rock e blues, o esemplari di elettronica classica dall’andamento più cadenzato, (“Kashablankha!”) ma il suono resta in sostanza un po’ ‘datato’ e non particolarmente stimolante, adatto soprattutto a chi tende a evitare le emozioni forti.

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