MoonCCat: Arthur Rimbaud

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Un’amante di Rimbaud come me non poteva restare indifferente imbattendosi in un’opera con questo titolo. Si tratta di un vero e proprio omaggio che l’artista francese MoonCCat ha reso a Rimbaud mettendo in musica quattro poesie ed un estratto di “Nuit de l’Enfer”, forse per questo rinominata “Nuit d’Enfer”.

“Le bateau ivre” è una lenta ballata rock dalle tonalità oscure, che si avvicina alle atmosfere di Nick Cave: accompagna con discrezione la voce enfatica che alterna cantato e declamazioni con interpretazione teatrale.
“Le dormeur du val” parte lenta per poi aprirsi in sonorità cariche di suspense e riflette perfettamente l’inatteso ultimo verso della poesia che svela bruscamente che il dormiente, Tranquillo, ha due buchi rossi sul lato destro.
“Une nuit d’enfer” ha un suono velato di una malinconia rassegnata all’ineluttabile, e dall’immedesimazione che si sente nella voce sembrerebbe che MoonCCat cantasse se stesso con parole di un altro artista.
“Première soirée” rappresenta sonoramente il desiderio e le sue esitazioni; è impreziosita dalla voce femminile di Delphine che pare una sirena che attira verso il peccato.
“Rêvé pour l’hiver” ha delle sonorità più luminose e qui la voce di Delphine sembra uscita da un sogno d’amore e di calore, in cui perdersi per sfuggire ai rigori dell’inferno.

Si tratta di un EP affascinante, che mi fa pensare che Rimbaud avrebbe apprezzato questa fine ed enfatica interpretazione, dove le parole hanno sempre il giusto risalto, dandoci il piacere di ascoltare i versi di uno dei più grandi poeti di tutti i tempi nella lingua in cui sono stati scritte e con una musica che li accompagna per amplificare le emozioni di cui sono impregnate.
Questo artista che ho scoperto solo recentemente ha al suo attivo diversi album, tra cui uno dedicato all’assenzio, Musa dei Poeti Maledetti, che meritano di essere ascoltati. Musica per chi ama le atmosfere intimiste e dei testi che esprimono e trasmettono emozioni.

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