Paradox Obscur: Artifact

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E’ uscito da qualche mese il terzo lavoro di Paradox Obscur, progetto voluto dal fondatore di Werkstatt Recordings Toxic Razor e Kriistal Ann, in attività dal 2014. Nel corso di questi anni, i due si sono guadagnati una notevole reputazione all’interno di quella scena greca di cui, tempo fa, abbiamo messo in evidenza la vitalità e questo Artifact, di ispirazione largamente elettronica, lungi dal rappresentare un elemento originale nel genere darkwave di cui, in ogni caso, i nostri sono puntualmente portavoce, si può definire comunque un ascolto piacevole che non annoia, il classico dischetto carino, per intenderci. Apre “Twilight” con la sua atmosfera nerissima compensata dalla ritmica vivace perfetta per il dancefloor. Punta nuovamente su impostazione ballabile e melodia la seguente, graziosa “Desert of Distress” mentre la title track sperimenta suoni elettronici più grevi e martellanti vicini all’EBM, come, subito dopo, anche “In Control”, in cui spicca la ‘vocina’ graffiante di Kriistal Ann e la successiva “Enhancer”, con le sue sonorità ancora più pesanti ed esasperate. Poco più avanti, tuttavia, “Ashes” offre un gradevole, rilassante momento a colori synthpop e la bella “A Different Hum” un ulteriore intermezzo ‘wave’, dalla caratteristica melodia. Infine, “Testimony” conclude in uno scenario fra i più drammatici e tonalità vocali intense e patetiche questo album che, senza riservare sorprese, è di certo degno di una collocazione più che dignitosa

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