Starcontrol: Fragments

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Esce in questi giorni l’atteso primo album ufficiale dei lombardi Starcontrol ovvero Davide Di Sciascio, Laura Casiraghi e Moreno Zorzetto. In attività fin dal 2008, il gruppo ha pubblicato, prima di Fragments, soltanto due EP autoprodotti, che hanno circolato per lo più fra gli addetti ai lavori, nonostante già mostrassero le caratteristiche che costituiscono l’interesse della loro musica: il legame con la tradizione postpunk degli ’80 con melodie pervase di malinconia, scandite da un basso notevole e testi introspettivi, ma anche la presenza di influenze diverse, per esempio vicine al folk o persino al postrock, che collocano lo scenario molto distante dalla banalità della mera imitazione. Le dieci tracce di Fragments sono tutte quante intense e ispirate tanto che risulta impossibile indicare quali siano le meno significative mentre le più efficaci si ‘imprimono’ nella memoria al primo ascolto. Si comincia con “A Cruel Day”e la sua liquida chitarra, che delinea atmosfere di limpido spleen, sorrette da un basso vivace: sullo sfondo si intravede la lezione dei Cure nella loro fase più ‘cinerea’. Subito dopo, “Rooms with no View” assume colori ancora più cupi e il ritmo, secco e nervoso, ‘imbriglia’ una trama ‘sintetica’ dai toni struggenti. Con “First Love Is Dead”, uscito come singolo, ci imbattiamo nella prima ‘chicca’ dell’album: basso e chitarra sono febbrilmente al lavoro, colmando di tensione e mistero una splendida melodia dal vago sapore folk e anche il canto di Davide Di Sciascio emoziona in modo indescrivibile. Ci si stacca con fatica dalla magia e “What Remains” esordisce con note funeree di piano per tratteggiare uno degli scenari più oscuri e ‘gotici’ dell’intero disco, mentre “Half a Picture” opta nuovamente per la dimensione mesta e intimista, la più congeniale alla band, che consente comunque al basso dell’ottima Casiraghi – della quale, qui, si rileva anche il riuscito intervento vocale – di dare il meglio; “Humans” accelera in direzione di un estro wave vivo ed intenso, per quanto vicino ad altre recenti produzioni del genere. Poi, la pregevole “Among the Thorns” si orienta verso orizzonti più vasti e compositi, fermi restando i colori tetri e notturni, e “Snow on the Lake” indulge in tonalità eteree ed accorate. Infine, superata la suggestione meditativa dal sapore postrock di “Waves of Grass”, “Newton’s Third Law” conclude con piglio più deciso e appassionato un album bello, triste e anche di notevole classe.

Per informazioni: https://swissdarknights.bandcamp.com/album/fragments
Web: https://www.facebook.com/starcontrol.band/
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