Camerata Mediolanense & Argine

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Camerata Mediolanense

Camerata Mediolanense, Modena luglio 1998 (foto di Riff Raffaello)

Se c’è una cosa che proprio mi può far stare male quando vado ad un concerto, è il fatto che, al centro dell’attenzione di tutti, ci sia qualcosa di differente dalla musica. E purtroppo al centro della serata in cui hanno suonato Argine e Camerata Mediolanense, del tutto indipendentemente dalla volontà dei gruppi, c’è stata una di quelle cose a cui non riuscirò mai ad abituarmi: il problema tecnico.

Ma andiamo per ordine: il locale era di dimensioni adeguate, anche se non adattissimo alla musica dei due gruppi. Purtroppo, per questioni organizzative, le prove sono iniziate solo in serata, mentre i musicisti erano lì già dalle 17. Gli organizzatori volevano tenere il pubblico fuori dal locale fino al completamento dei soundcheck, ma le proteste degli abitanti delle case lì intorno li hanno spinti ad aprire prima l’ingresso. Le prove sono finite verso le undici… Comunque, dopo essersi scusati per l’inconveniente (del quale, peraltro, non erano causa) gli Argine hanno iniziato a suonare. Purtroppo, a tratti, il suono della chitarra era inudibile, la voce del mezzosoprano pure… e lo stesso è accaduto al clavicembalo dei Camerata. Per non parlare di un paio di persone fornite di telecamera che, senza farsi enormi problemi, si piazzavano regolarmente in piedi tra il pubblico seduto e il palco. Gli Argine sono saliti sul palco con una formazione completamente rimaneggiata rispetto a quella che ha inciso il CD Mundana, Humana, Instrumentalis: alcuni dei membri si sono allontanati proprio una settimana prima del concerto, ma, per fortuna, sono stati sostituiti più che degnamente. Il gruppo ha eseguito più o meno al completo il primo CD più una cover presente sul nuovissimo 45 giri. Malgrado i problemi sopra descritti, ho trovato gli Argine notevolissimi dal vivo, con quel folk vicino agli ultimi lavori dei Current 93: in particolare, il violinista è veramente bravissimo, così come la cantante, tra l’altro unitasi al gruppo da pochissimi giorni: difficilmente si sarebbe potuto pensare che la formazione era stata completamente rivoluzionata così di recente, visto che l’intesa pareva perfetta. I testi, belli e poetici, uniti alle capacità recitative di Corrado Videtta (unico superstite, insieme a Marco Consorte, della formazione originaria) e alle bellissime sonorità fanno ben sperare per il futuro del gruppo, che molto di recente ha inciso un vinile 7″ in collaborazione con Federico Fiumani dei Diaframma, contenente una cover degli stessi Diaframma. L’intenzione degli Argine è, in ogni caso, di cercare di andare avanti malgrado i problemi che li hanno afflitti negli ultimi tempi; non posso che fargli un grosso “in bocca al lupo” e augurargli di portare a termine i loro progetti nella maniera migliore possibile.

Passiamo ora ai Camerata Mediolanense: inizialmente salgono sul palco solo le due ragazze, una al clavicembalo e l’altra alla voce e con una bellissima maschera, per eseguire “Inferno, Canto V”, contenuta nella prima facciata del loro ultimo lavoro: bellissima, dolce ed evocativa. Dopo una breve pausa, salgono anche gli altri elementi del gruppo per eseguire una manciata di brani tratti dai due lavori su CD. La riuscita è stata buona, anche se, a causa dei problemi tecnici, la concentrazione deve essere stata ben difficile da mantenere, e, quando si lavora sui ritmi di tre o quattro percussionisti (come in alcuni brani) o sulla delicatezza di certe strutture neobarocche (come in altri), credo che la concentrazione sia quantomano essenziale. Tra i brani eseguiti hanno figurato dal primo lavoro “Il lupo” e “La Grande Corsa”, terza parte della Trilogia della Danza Magica, mentre, dal secondo, “Fuoco”, “Guerriero”,”Il Trionfo di Bacco e Arianna” . Mi è dispiaciuto non aver ascoltato “La madre cattiva”, forse uno dei loro pezzi che amo di più, ma la cosa ha poca importanza: il concerto è stato bellissimo, anche se molto breve.

In conclusione, cosa dire? E’ inutile rinnovare ancora una volta i discorsi su come qui da noi vengono organizzati i concerti e sul fatto che i nostri gruppi migliori preferiscono suonare e incidere all’estero: queste sono cose che sappiamo tutti, se ne è letto e parlato fin troppo. Resta il fatto che, se da un lato sono tornato a casa pienamente soddisfatto per quello che avevo ascoltato, dall’altro un po’ di amaro in bocca per tutto il resto mi è rimasto…

Camerata Mediolanense:

Intervista, luglio 1998

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