Judgement Day Festival IV

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Due giorni di grande musica hanno caratterizzato la IV edizione del Judgement Day Festival.
La manifestazione ha avuto un grosso successo di pubblico, con spettatori giunti da Austria, Svizzera, Italia, Germania e Francia (anche per merito della posizione geografica “strategica” di Dornbirn), un’afflunza in massima parte dovuta alla presenza di due autentici colossi della scena elettro: VNV Nation e Suicide Commando, autentici trionfatori del festival. A completare il cast e a renderlo piu’ stilisticamente vario 4 band legate (anche se in maniera diversa) ai classici stilemi del gothic-rock : Passion Play, Cinema Strange, New Days Delay e Burning Gates.

Venerdi 27
L’inizio del nostro reportage parte quindi dalla serata di venerdi, quando il programma prevede solo l’esibizione dei
BURNING GATES. Il gruppo torinese costituisce ormai una delle piu’ brillanti realta’ del panorama “gothic-rock” e anche se il loro sound non propone nulla di originale e paga pesantemente il tributo a gruppi storici come Fields of the Nephilim e Sisters of Mercy, va loro riconosciuta un’ottima preparazione tecnica, un sound robusto ed energico e la capacita’ di trascinare i loro fans in virtu’ di brani coinvolgenti nel pieno rispetto del gothic-rock piu’ ortodosso.

Durante la loro esibizione (durata 1 ora e 1/2) hanno proposto svariati brani dal loro repertorio oltre ad alcune cover quali “Train” (Sisters of Mercy), “Vengeance” (New Model Army) e…….. dopo circa un’ora di concerto, il leader della band saluta e invita il pubblico a godersi l’esibizione della band headliner della serata……… (ma come, non dovevano suonare solo loro stasera ????)

Passano pochi minuti, il palco e’ invaso dal fumo, nell’aria echeggiano le note di “Harmonica Man” e 4 individui vestiti con impermeabili e cappelli impolverati appaiono tra il fumo che si va diradando…….inizia “Preacher Man”…… i Fields Of The Nephilim sono tra noi ???? Ovviamente no, si tratta semplicemente di un simpatico scherzo dei Burning Gates che, come spiegheranno loro stessi, hanno voluto giocare sul fatto di essere spesso definiti “i Fields of the Nephilim italiani “.

Per la cronaca “Preacher Man” viene eseguita solo per meta’ e dopo la spiegazione dello scherzo eseguono “Trees Come Down”…… beh, se volevano sorpenderci ci sono riusciti. Chi mi conosce sa bene come i miei gusti attuali siano decisamente orientati verso altri generi, ma cio’ non mi impedisce di riconoscere la bravura dei Burning Gates nel loro genere, ed e’ sempre piacevole vedere una band italiana essere apprezzata all’estero, cosi’ com’e’ stato stasera per i ragazzi piemontesi, veramente ben accolti dal pubblico di Dornbirn.

Il concerto e’ terminato e cosi’ si aprono le danze, con un sapiente mix di EBM, industrial e gothic, poi tutti a dormire, questo era solo l’antipasto, domani avremo i piatti forti…………..

Cinema Strange

Cinema Strange (foto di Stefano Saguatti)

Sabato 28
L’inizio dei concerti è previsto per le 19.30, giungiamo quindi sul posto circa mezz’ora prima e notiamo subito che rispetto alla sera precedente il pubblico e’ piu’ che raddoppiato (come era facile prevedere; tra l’altro sono numerosi i connazionali che hanno raggiunto noi apripista del primo giorno). Inoltre in un edificio attiguo a quello dove si tengono i concerti sono presenti gli immancabili stands di dischi, vestiti e merchandising ufficiale.

Con una puntualita’ svizzera (in fondo siamo a dieci minuti d’auto dal confine) alle 19.30 inizia il primo concerto in programma: NEW DAYS DELAY, terzetto teutonico costituito da vocalist femminile, chitarra, basso e drum machine; la loro performance mi lascia piuttosto indifferente e alla fine risultera’ la piu’ scarsa del festival. Canzoni praticamente tutte uguali, una voce sulla quale c’e’ molto da lavorare, una sensazione di “deja-vu” e totale mancanza d’idee…..diciamo che come minimo sono rimandati ad altra occasione. In attesa della loro maturazione meglio andare a bere qualcosa e tornare agli stands.

Mi ripresento puntuale nella sala concerti per l’esibizione dei CINEMA STRANGE; sono molto curioso di assistere al concerto di questa band americana che ha fatto parlare cosi’ tanto di se’ la stampa musicale alternativa (specie quella tedesca) e con toni tanto lusinghieri. Anche in questo caso ci troviamo davanti ad un terzetto, il loro look e’ decisamente estremo: pesante make-up, pettinature punk con capelli dritti in piedi, maglie a rete, gonne e reggicalze; un look ed un sound molto “Batcave” che non puo’ non rimandare a gruppi come Specimen e Sex Gang Children (molto simile la voce del vocalist dei Cinema Strange con quella di Andi Sex Gang).

La performance della band americana risulta piuttosto interessante: molto teatrali, propongono brani particolari tra i quali e’ difficile riconoscere un particolare hit, lo snodarsi dei pezzi sembra seguire una sceneggiatura e ogni pezzo sembra legato all’altro. Un esibizione che pur non suscitando particolari entusiasmi viene seguita dal pubblico con una certa attenzione. Va dato loro il merito di risultare piuttosto originali e di staccarsi dalla massa di gruppi cloni di Sisters e Fields O. T. N. che infestano l’universo “gothic-rock”.

Suicide Commando

Suicide Commando (foto di Stefano Saguatti)

Il terzo concerto della serata e’ quello di uno dei miei gruppi preferiti: SUICIDE COMMANDO. Ora la sala e’ veramente piena, nell’aria un palpabile clima di attesa e aspettative che alla fine non andranno deluse. Johan Van Roy ci offre oltre un’ora di devastante potenza, un’esibizione molto “fisica” e sentita realmente dall’artista che alla fine lascera’ il palco esausto, dopo una dozzina di brani che hanno letteralmente scatenato il pubblico in danze e cori sfrenati, un rito che si consuma sulle note di quasi tutto l’ultimo cd Mindstrip di cui vengono eseguiti 8 brani sui 10 che lo compongono (l’esplosione d’entusiasmo che saluta le prime note di “Hellraiser” restera’ tra i miei ricordi indelebili di questo festival); a completare la scaletta “Desire”, “Better Off Dead”, un nuovo brano inedito e il gran finale con la storica “Save Me”. Concerto “definitivo”, tra i piu’ energici ai quali abbia mai assistito, grande Johan, see you…….. in Italy !!!!!!!!

Dopo quest’esaltante concerto e’ il caso di fare una pausa e mangiare velocemente qualcosa prima degli ultimi 2 gruppi. Tocca ora ai PASSION PLAY, band britannica di cui ammetto di non sapere niente; inizio quindi a seguire il concerto con una certa curiosita’ che pero’ viene ben presto annullata dai loro brani. Pur con tutta la buona volonta’ non riesco proprio a seguire questo concerto; le canzoni si susseguono senza darmi alcuna emozione, la voce del cantante non e’ male, lontana dallo stereotipato vocione alla Eldricht, ma il loro sound proprio non fa per me, in alcuni momenti del loro concero azzarderei la definizione di “gothic-brit-pop”.

Mi spiace, ognuno ha i suoi gusti, ma non posso parlare bene di questa band. Ritenendomi obiettivo riconosco i meriti di gruppi come Burning Gates o Cinema Strange che pur non proponendo il mio genere preferito avevano qualcosa da dire e hanno fatto la loro buona impressione in questo festival, ma di un gruppo come i Passion Play credo che si possa fare a meno……………

Sono le 0.20. Ci siamo, nella sala non c’e’ piu’ spazio nemmeno per uno spillo e il caldo e’ opprimente quando Ronan Harris e Mark Jackson danno inizio al concerto che chiudera’ quest’edizione del Judgemet Day.

Le note di “Lastlight” danno il via ad un’esibizione magistrale ed indimenticabile; Ronan come di consueto e’ abilissimo a trascinare il pubblico che segue il concerto con un entusiasmo irrefrenabile, ballando e cantando in coro con lui tutti i 12 brani che il duo britannico esegue. “Kingdom”, “Honour”, “Dark Angel”, “Standing”, “Joy”, “Legion”, “Solitary” ed altri hits del loro repertorio ci fanno vivere un concerto bellissimo che non dovrebbe finire mai, in un’atmosfera d’entusiasmo e partecipazione collettiva che e’ difficile spiegare con le parole. Si tratta di sensazioni che vanno vissute e chiunque ami i VNV NATION ed abbia assistito ad un loro concerto all’estero (perche’ in Italia certe scene d’entusiasmo non le ho mai viste per nessuna band, almeno a livello “alternativo”) sa a cosa mi sto riferendo. Personalmente ho ripovato la stessa gioia e le stesse emozioni dello scorso agosto al M’era Luna…………. scusate i toni che a qualcuno sembreranno eccessivi, ma questa parte dell’articolo non poteva essere completamente imparziale.

VNV Nation

VNV Nation (foto di Dudek777)

Alla fine di questo grandioso concerto inizia la serata danzante, ma tutte le energie sono state bruciate ballando e cantando coi VNV Nation, cosi non resta che salutare gli amici (ribadisco ancora una volta la discreta affluenza dall’Italia…. certi eventi dalle nostre parti, ahime’ ce li scordiamo) e tornare in albergo.
Il bilancio conclusivo di quest’esperienza e’ quindi ampiamente positivo: tanti amici, ottima musica, una location niente male (Dornbirn) ai piedi delle Alpi austriache e a due passi dal lago di Costanza, un buon clima (anche meteorologicamente parlando). Un plauso agli organizzatori di questo festival, “piccolo” solo nella durata, ma “grande” nella sostanza. All’anno prossimo………………………………………..

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