Black Heaven: Chapter One

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Il monicker BLACK HEAVEN cela le obscure sembianze di Martin Schindler, alchimista del synth ed anima e corpo del progetto. Il genere proposto dal nostro è un buon elettro-goth, non trascendentale ma senza altro godibile. Come si conviene, all’opera partecipa pure una ragazza, Thalia, la quale si cimenta con sicuro impegno, rendendo colla sua delicata vocina ancor più aggraziate le undici (la prima funge da intro) dinamiche tracce che compongono il CD (ovviamente, almeno quelle sulle quali canta…). Il timbro di Martin, al contrario, è severo e declamatorio, caratteristica peraltro comune a tanti suoi colleghi. Individuerei in “Daemonen”, “Agony”, “Beauty of the night” e nella lenta “Engel weinen heimlich” gli episodi meglio riusciti di un disco “derivativo” (ebbene sì…), bensì adattissimo per le serate danzanti, ove più di un brano farebbe la gioia dei goth-d.j. alla ricerca di nuovi nomi coi quali rinsanguare le proprie play-lists. Per i fruitori del genere “teuto-electro” un titolo da ricordare

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