Black tape for a blue girl: The scavenger bride

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Ver Sacrum Per il nuovo album dei Black Tape Sam Rosenthal si è circondato di ospiti di eccezione provenienti da gruppi di culto dell’underground oscuro, come Attition, Judith, Audra, Unto Ashes e Spahn Ranch. D’altra parte l’assetto scelto dall’artista per il suo gruppo è quello della formazione aperta, nelle cui fila sono passati ormai diversi musicisti nei sedici anni di attività del gruppo. Ma per quanto siano rinomate e prestigiose queste collaborazione è evidente a tutti che i Black tape sono un affare privato di Sam Rosenthal, un universo intimo in cui l’artista dà vita alle sue idee, sperimenta stimolanti forme espressive e, soprattutto in passato, mette a nudo il proprio io, talvolta con un’onestà e una lucidità quasi brutali (è il caso del progetto, libro e CD, The first pain to linger ispirato alla sua dolorosa rottura con la fotografa Susan Jennings). Ora Rosenthal è un uomo appagato (è anche diventato recentemente papà) e questa sua ritrovata serenità è evidente nelle due ultime prove del gruppo dedicate alla sua compagna e musicista dei Black tape Lisa Feuer, le cui foto campeggiano nelle copertine dei CD in questione. La musica è sempre romantica, sognante, in puro stile Black tape oserei dire, ma nei testi, tranne in alcune eccezioni – ad esempio “Bastille day, 1961” – l’ispirazione letteraria, intellettuale, prevale sulla confessione intima. L’album è ispirato all’opera e soprattutto alla vita di Kafka e nello splendido booklet campeggiano foto e disegni di Praga, città natale dell’autore. I tredici brani qui raccolti sono costruiti principalmente sulle melodie del pianoforte e meno sulle tastiere di gusto ambient: forse il CD presenta i momenti migliori quando gli arrangiamenti si fanno minimali, mentre quando i suoni di molti strumenti diversi si sommano tra loro si rischia un po’ l’effetto barocco. Il capolavoro è però un brano non scritto da Rosenthal bensì dai Sonic Youth, ovvero “Shadow of a doubt”, qui riproposto in una intima e sentita versione, cantata magnificamente dalla cantante Elysabeth. The scavenger bride si presenta più cerebrale quindi rispetto agli album del passato ma contiene comunque degli ottimi pezzi, a conferma quindi che il marchio Black tape ancora una volta è garanzia di talento ed eleganza.

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