Bleeding Like Mine: Never again will I dream...

0
Condividi:

Ver Sacrum Il ritorno dei Bleeding Like Mine, dopo l’eccellente In the eyes of lovelost uscito nel ’97 sempre per l’etichetta italiana Palace of Worms, ci giunge davvero gradito. Questa formazione americana produce un’elegante musica eterea, dai toni minimali, fortemente romantica. Dal punto di vista sonoro immaginateli come il punto di incontro tra i Black Tape for a Blue Girl e gli Stoa: troviamo le melodie struggenti e malinconiche dei primi, le loro canzoni elettroniche composte in stile moderno, con il minimalismo dei secondi, l’uso del piano, qui quello elettrico e fortemente effettato con l’eco. Questo malinconia spleen già citata si ritrova tanto nella musica che nei testi, piccoli quadri di ordinario – e proprio per questo universale – “mal de vivre”. Il disco raggiunge quasi l’eccellenza nei brani cantati da Holly Emmer, voce femminile elegante anche senza essere particolarmente virtuosistica, e nei due episodi con la voce maschile di Curt Emmer, la colonna portante di questo progetto. Purtroppo il canto in sette delle sedici canzoni del disco è affidato a Hugues Dammarie, già voce nel progetto O Quam Tristis. Sarà per la qualità non eccelsa della registrazione (il disco è stato praticamente inciso tutto in casa) ma le sue linee vocali piatte e monotone al procedere dell’ascolto risultano stancanti. Peccato perché il disco sarebbe stato, con un altro cantante o semplicemente con il coinvolgimento maggiore degli Emmer, un vero capolavoro. Merita comunque la vostra attenzione perché i Bleeding Like Mine sono – e Never again… musicalmente lo conferma – una delle realtà più originali e interessanti nel campo della musica eterea.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.