Breathe: The laughing dolls

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Ecco un CD di musica elettronica in cui sono privilegiati i toni tenui e malinconici: immaginate una versione rallentata è molto più soft di alcuni act electro (Wumpscut e Suicide Commando in primis) e avrete un’idea della musica che fanno questi Breathe. Elettronica lenta e romantica quindi, un po’ Diary of Dreams, un po’ Âme Immortelle, con un cantato roco che fa bene da contrasto con le atmosfere languide della musica. In questo clima così morbido arrivano inattese due tracce piuttosto tirate, “Tenebre” e “Deadline”, che si presentano come violenti inni da dance-floor, molto efficaci e accattivanti, un po’ nello stile dei già citati Wumpscut e Suicide Commando. Il primo brano, il cui titolo è ispirato all’omonimo film di Dario Argento, si apre tra l’altro con un lungo sample tratto da un altro film del maestro dell’Horror, “Inferno”. Quasi inaspettatamente il disco appare ispirato, stando alle note del booklet interno, alle opere di, tra gli altri, Dario Argento, Michele Soavi nonché dello scrittore Clive Barker e questo non può che renderci simpatico Axel Machens, la mente dietro al progetto Breathe e già cantante dei Placebo Effect. Il CD si ascolta con molto piacere: non siamo di fronte a niente di innovativo, il tono generale è un po’ monotono talvolta, ma i brani sono tutti piuttosto carini con una menzione particolare alle due canzoni già citate. La sola eccezione è costituita dalla canzone “One million miles”, stucchevole e con un ritornello insulso e cantato in modo quasi stonato. Ma se è vero che “l’eccezione conferma la regola” il giudizio complessivo su questo The laughing dolls non può che rimanere positivo.

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