Interpol: Turn on the bright lights

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Incuriosito da entusiastici commenti su di loro, mi sono avvicinato a questo disco dei newyorkesi Interpol…… Chi me li aveva “raccomandati” mi aveva parlato di reminescenze di Joy Division, Velvet Underground, Smiths ed altre meraviglie del passato….. Ebbene , quando si scomodano certi paragoni il rischio di rimanere poi delusi e’ sempre incombente, invece stavolta (anche se ovviamente il passato non ritorna e secondo me, CIO’ CHE E’ STATO, NON SARA’ MAI PIU’) devo riconoscere che i paragoni sono assolutamente calzanti. Un sound decisamente post-punk, per un disco che potrebbe benissimo essere stato inciso vent’anni fa circa. Diversi punti giustificano i paragoni “scomodi” fatti poc’anzi : la voce del cantante degli Interpol ricorda moltissimo quella di Ian Curtis e l’inizio di “Roland” non puo’ non ricordare l’inizio di “Shadowplay”. Ascoltate la chitarra di “Say hello to the Angels” e ditemi se non e’ pressoche’ uguale a “This charming man” degli Smiths !!!! . Nelle 11 tracce di “Turn on the bright lights” si alternano momenti piu’ maliconici ad improvvise accellerate (vedi l’ottima, incalzante “The New”), il tutto contraddistinto da questo sound cosi maledettamente “eighties” e cosi’ innegabilmente debitore nei confronti delle grandiose ed indimenticabili bans sopracitate. Veramente un bel cd, non solo per nostalgici over-trenta.

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