Persephone: Home

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Ver Sacrum Esordio solista per Sonja Kraushofer, la procace cantante degli Âme Immortelle, presentato in grande stile dall’etichetta tedesca Trisol, che per l’occasione pubblica il CD in una confezione digipack mozzafiato, apribile in quattro a formare una croce e con un bella grafica ispirata a “L’isola dei morti” di Böchlin. Nel disco ci sono dodici ballate malinconiche e romantiche, interpretate con voce struggente dalla Kraushofer: si privilegiano i suoni degli strumenti classici, in particolare gli archi che sono in evidenza in ogni brano. Musicalmente i brani sono però un po’ troppo facili con testi che citano vari luoghi comuni del gotico (fantasmi, la morte e l’immancabile vampiro). La voce di Sonja è splendida come sempre, alcuni brani sono, sebbene un po’ troppo zuccherosi, anche carini (es. “Immersion”) ma in questo Home quello che non va è il fatto che si tratta di un prodotto un po’ troppo facile, progettato per entusiasmare i gusti un po’ pacchiani dei grufties tedeschi, cresciuti con i Lacrimosa e “Tanz der Schatten” dei Theatre of Tragedy. Ecco, se dovessi descrivere Home con una formula veloce direi che fa venire in mente i Lacrimosa meno metalloni, arrangiati e suonati dagli Apocalyptica (che questo non sia inteso come un complimento, e non certo per i grandiosi Apocalyptica). Ascoltate “The man who swallowed my soul” con l’unione dei suoni orchestrali e le chitarre elettriche distorte e non potrete non pensare al gruppo di Tilo Wolff. Ci sono anche dei momenti più eleganti e canzoni più riuscite; non è un album pessimo – se dovessi dargli un voto sarebbe 5 – ma il suo difetto peggiore è senz’altro quello di essere piuttosto pacchiano. Cosa che ahimé capita ultimamente anche agli Âme Immortelle, in particolare dal vivo. Sarà per la prossima volta Sonja.

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