Sopor Aeternus: Songs from the inverted womb

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Come tutti i fans del gruppo ormai sanno benissimo, ogni nuova uscita dei Sopor Aeternus è sempre e comunque contraddistinta dall’alta qualità della proposta musicale, dalla unicità dello stile e da una performance impeccabile da parte di Anna/Varney e di tutti i musicisti che accompagnano questo incredibile personaggio. Ovviamente anche Songs from the inverted womb è un disco all’altezza delle aspettative (mi avrebbe meravigliato il contrario!), con composizioni molto varie nella loro struttura, arricchite dall’uso di moltissimi strumenti classici come violino, violoncello, tuba, trombone, oboe e clarinetto e dominate da una voce ora sofferta, ora isterica, ora più calma e pacata. L’oscuro e doloroso mondo di Anna/Varney vive attraverso la sua musica e le sue appassionatissime interpretazioni vocali, che non possono non comunicarci un profondo senso di disperazione ma che allo stesso tempo ci ammaliano con la loro bellezza. Andatevi ad ascoltare “May I kiss your wound?”, originariamente apparsa su The inexperienced spiral traveller e qui riproposta in una veste più ricca e attuale, oppure “There was a country by the sea” e “Saturn devouring his children”, tutte splendide composizioni da cui non potrete fare a meno di rimanere affascinati, avendo quasi la sensazione di assistere ad una sorta di dark-opera costituita da una lunga serie di movimenti, molto diversi l’uno dall’altro, che non sono altro che i brani stessi del cd. Davvero non oso immaginare quanto sarebbe interessante poter davvero assistere ad una performance dal vivo dei Sopor Aeternus, purtroppo però è risaputo che tutto ciò rimarrà quasi certamente un sogno, per cui accontentiamoci di ascoltare i loro splendidi album che, di volta in volta, non mancano mai di riservarci piacevolissime sorprese.

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