Steve Roach: Early Man

0
Condividi:

Ver Sacrum Steve Roach è un maestro dell’ambient. I paesaggi sonori descritti nelle sue opere hanno ben impressa l’impronta di uno stile unico e riconosciuto. Dosando suoni e rumori, egli musica sogni. Cristallizza il tempo, sospendendolo in una dimensione cosmica. Ha composto capolavori. “Structures from Silence”, “Desert solitaire” (in collaborazione con Michale Stearns e Kevin Braheny), “Forgotten Gods” (pubblicato come Suspended Memories, con altri due guru quali Jorge Reyes e Suso Saiz ad accompagnarlo) hanno scritto un’epoca. Inciso coscienze. Altri nomi, notissimi, hanno affiancato il suo nel corso degli anni, e frequentato il Timeroom, il suo studio personale costruito nel deserto dell’Arizona: Robert Rich, Vidna Obmana, l’aborigeno Dwura (David Hudson), Sarah Hopkins, Ron Sunsinger. Una discografia articolata, che testimonia la grande duttilità del nostro, ed in questo breve sunto non può mancare “The dreamer descend”, uscito per la piccola e coraggiosa Amplexus di Stefano Gentile. La musica di Steve Roach è notte. E’ il lucore lunare che cosparge di latte il deserto. La sua primaria fonte d’ispirazione. E’ fra pietre calcinate dal sole e distese di sabbia sfrigolante che pulsa il suo cuore di alchimista del suono. Early man consta di due dischi, il primo (propriamente Early man) originariamente pubblicato in sole mille copie (package in ardesia!), vezzo per collezionisti incalliti, contenente la lunga suite omonima, ove si sfiorano i 26 minuti di viaggio ipnotico nei più ascosti recessi della nostra anima, ed altri sei brani di grande effetto, coacervo di riti ancestrali e sublimi visioni ultraterrene. Il secondo, “Early man decomposed”, riprende i temi dell’altro, al quale è legato dalla comune trama. Qui Roach rielabora, riscrive, sottolinea, sciamano dell’ambient, facendoci smarrire definitivamente in uno spazio arcano del quale solo lui conosce le coordinate. E la nostra discesa nel maelstrom dello spirto cessa infine, facendoci ritrovare il punto di partenza. Ancora una volta Steve Roach assembla un’opra di grande suggestione, pulsante una malia avvolgente, sapientemente dosata dalle sue mani di esperto manipolatore di elementi dei quali è profondo conoscitore. Quelli che ci permettono di sognare, di viaggiare sospesi nel vuoto, di riscoprire il nostro essere interiore

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.