“Shifting realities” rappresenta il secondo lavoro di questo giovane quintetto italiano, e rispetto l’esordio “Inner wastelands” (del 1999) marca un deciso miglioramento dal punto di vista compositivo, sintomo evidente di una raggiunta maturità. Il lavoro poggia ancora una volta sull’interpretazione della coppia di cantanti Eva Rondinelli (una voce davvero straordinaria, la sua) e William Quattrone, dalle tonalità profonde ed evocative. La maggiore varietà compositiva, frutto di una encomiabile ricerca di innovazione, porta alla definizione di un suono ricco, hardeggiante, prossimo agli Anathema ed agli Opeth, qualificati punti di riferimento di un disco che vede in tracce come “Ephemere”, “The waiting”, “Deceive me” (la mia preferita), “Divine Masquerade” e l’atipica “The outer void” i suoi punti di forza. Se sapranno confermare i progressi evidenziati, potranno assurgere presto al ruolo di prime-movers del genere!