End Of Eternity: Arcanum Excitant

0
Condividi:

I miei conterranei End Of Eternity, pur esibendosi in un bellicoso black metal di chiara ispirazione norrena, non si sono accodati al trend dominante, sopra tutto alcuni anni or sono, agli albori del genere, che voleva ad ogni costo celebrare presunti fasti guerreschi che ben poco avevano a che spartire con la nostra storia. Si richiamano in vece, devo dare atto della loro coerenza, alla storia millenaria del natio Friuli, citando la decaduta grandezza della sua trascorsa capitale Cividale (in “Forum Julii”, pezzo cantato in italiano con inserti in latino, anche se, mi permetto, i fasti li visse come Civitas Austriae, ospitando il Patriarca e la sua corte), ricordata anche in “The devil’s bridge” (la leggenda vuole che l’ardito ponte ch’unisce le due sponde del fiume Natisone venne edificato grazie all’aiuto del Diavolo, donde il nome, e questo evento occulto è comune ad altre tradizioni ch’innerbano le variegate vicende popolari italiane). “For the death of a King” è un pezzo veloce che soggiace ai tipici stilemi del genere, più interessanti risultano le due tracce citate, articolate e caratterizzate da belle fughe strumentali (suggestive le campane, del Duomo?, che aprono “Forum Julii”, begl’inserti acustici spezzano“The devil’s bridge”). Il cantato è classicamente growl, supportato da bei cori virili. Indiscutibile, pur se ingabbiato dai limiti precipui del genere, l’apporto strumentale, con tastiere una volta tanto non relegate a ruolo di mero comprimariato, bensì ben presenti, chitarrismo preciso e tecnicamente rimarchevole e sezione ritmica non da collasso. Futuro assicurato, se sapranno scrollarsi di dosso gli ammorbanti clichè che hanno soffocato il genere, e le premesse ci sono tutte.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.