Daemonia Nymphe: omonimo

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Ver Sacrum Con i Daemonia Nymphe siamo di fronte ad una stella di prima grandezza dell’ethereal folk neopagano, proveniente dalla Grecia. Il gruppo è composto da Spyros Giasafakis ed Evi Stergious, coadiuvati da un un ampio stuolo di musicisti ospiti. L’esteica dei DN è ispirata al paganesimo della Grecia classica di cui rievocano le ancestrali atmosfere della mitologia panica e silvestre, con particolare attenzioni verso l’aspetto sensuale e dionisiaco (“Hymn to Bacchus” è significativamente il titolo di uno dei brani). Ma la caratteristica fondamentele del duo, ciò che lo rende unico, è il fatto che nel disco vengono suonate fedeli riproduzioni di strumenti greci antichi, ricostruiti da Nicholas Brass, che da anni con il suo team si dedica al recupero filologico di tale strumentazione. Sentirete dunque il suono della lira, della cetra della syrinx (il cosiddeto flauto di Pan), dei crotala percossi, del kymbalon, del keras (il corno antico), dell’askaulos (una sorta di cornamusa), del sistrum metallico e di altri ancora uniti a percusioni di diverso tipo. Il cantato sia maschile che femminile (con voci assolutamente heavenly) è in greco(antico), ma nel booklet curatissimo troverete i testi originali con la traduzione in inglese. Forse, il filologo e lo storico della musica di più stretta osservanza obbietterebbero che la musica antica non era proprio così (doveva essere monodica e monotematica…ma per questo si possono sempre ascoltare i Synaulia): ma fra invocazioni a Bacco e Pan, preghiere alle Ninfe ed alla Luna, culto della bellezza classica e della Mitologia come alfabeto del profondo, gli amanti di Ordo Equitum Solis, Ataraxia, Hagalz Runedance e Dead Can Dance troveranno in quest’opera d’esordio un capolavoro assoluto e imperdibile

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