Midnight configuration: Redemption of the physical world

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Ver Sacrum Trevor Bamford ci propone un altro lavoro dei Midnight Configuration. Che dire? Mi sembra che fin dai tempi di “Gothec”, l’ex END-Ghost ci proponga la solita formula: un industrial oscuro e pesante, monolitico, dominato da tematiche magico-crowliane e sataniche. Abbondano tastiere spettrali e campionamenti da musica classica, chitarroni distorti e potenti e vocione ruggente il tutto a supportare ritmche che faranno la gioia del pubblico di certi dance-floor. Ma qui, forse per portare dalla sua parte una bella fetta di pubblico, Trevor fa un pò troppe strizzatine d’occhio all’electro e all’ebm e al cyber di più facile ascolto: pezzi come “Arkham Fury” o “Aether Ships” o “Falling Down (sci-fi version)” (!), esemplificano appieno questa tendenza. Continuiamo a preferire cose come la convincente “Darkness be thy name”, o la martellante “Phantom” o l’oscurissima “Necronomicom”. Nel complesso un lavoro gradevole e ben suonato, che asseconda le aspettative: ma l’operazione di “allegerimento” , l’allontanamento dal quel suono che aveva trovato proseliti persino nei Nef(ph)ilim in atto nella Configurazione di Mezzanotte, ci allarma non poco.

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