Northwinds: Masters of magic

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Ver Sacrum Eccoli di ritorno, i doom-masters francesi Northwinds, pronti a violentare i nostri sonni col loro suono oscuro, horrorifico, altamente evocativo, incubica colonna sonora che non concederà requie ad alcuno! L’intro “The great ancient” scopre subito le carte, insinuandosi subdolo fra le pieghe della nostra coscienza turbata, ed è solo l’inizio! Cultori del doom più autarchico e viscerale, “Masters of magic” è dedicato a voi. “Over the mountain” irrompe col suo flavour settantiano, rileggendo i maestri Sabbath e riscrivendo la storia del genere, d’incredibile intensità lo stacco centrale, poetico balsamo in un mare magno di dolore! Un pezzo che, da solo!, vale l’intiero CD! E che dire della forsennata “Lost paradise”, una nuova “Paranoid”? Di seguito la lunga “Entre chien et loup”, quindici minuti di paranoica follia, sancisce il definitivo trionfo dei transalpini, capaci anche su distanze dilatate di tener sempre alta la tensione narrativa. Non da meno le seguenti “Violet rainbow”, “Broceliande”, “King of a green mountain” e “Dancing in moonlight” (un bel flauto rivaleggia colle chitarre…), schegge impazzite che impreziosiscono un album dall’elevato valore intrinseco. Ancora una volta, doom or be doomed!

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