Pankow: Life is offensive and refuses to apologise

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Ver Sacrum Dopo l’antipasto della canzone “Ich bin (k)ein Patriot”, ascoltata nella compilation della Minus Habens recensita nel mese di ottobre, ecco che arriva – finalmente – il nuovo album dei Pankow. La formazione comprende due “nuove reclute”, Alessandro Cellai ed Enzo Regi, insieme a due membri della formazione originale, FM/Maurizio Fasolo e il cantante Alex Spalck, apparentemente tornato dal suo esilio in Australia. I Pankow ripartono alla grande con un’opera non facile ma molto affascinante. Difficilmente troverete in questo CD il “singolo” che farà strage nei dancefloor (per quanto i brani “Flamboyant” e soprattutto “Life is offensive” potrebbero anche funzionare bene in discoteca): il gruppo privilegia un approccio molto rigoroso, basando le canzoni sulla ripetizione ossessiva di pochi accordi elettronici, talvolta anche aspri, e dispensando con estrema parsimonia i suoni di percussioni (più di un brano ne è completamente privo). L’approccio quindi è più “avant-garde” che ebm “classico”, e se proprio bisogna guardare al passato il gruppo che più mi fa pensare a questi nuovi Pankow sono i Suicide del primo mitico album (ascoltate ad esempio “Take it like a man”, “I never thought of the consequences” o “Wäre ich doch ein Dichter”). Anche nel layout il gruppo ha scelto un approccio poco spettacolare visto che il CD è racchiuso in una confezione di cartone completamente bianca piuttosto anonima, con il nome del gruppo assai poco visibile. Un’opera rigorosa quindi, ma anche densa di ironia, ironia che pervade i testi (il titolo stesso dell’album è indicativo in questo senso…), i fumetti di Michael Leunig presenti nel booklet, ed è testimoniata dalla presenza nell’album di improbabili brani come “Tim the turtle” e “Don’t”. Il gruppo sembra aver registrato questo album cercando di divertirsi, in modo rilassato e creativo, con l’approccio di una nuova band e cercando di ignorare il passato, glorioso, che il nome Pankow significa. Lo spirito è quello giusto per affrontare gli anni a venire, pertanto è lecito aspettarsi ancora dai Pankow altre opere di carattere come questo album. Bentornati!

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