Aa.Vv.: Venusa XX Part 2

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Ver Sacrum L’idea di un sampler che raccolga bands con vocalist femminili non e’ esattamente originale, visto che tale operazione venne inaugurata all’inizio degli anni’90 dalla Hyperium con le sue famose raccolte denominate “Heavenly Voices” e da allora e’ stato un susseguirsi di dischi che raccogliessero gruppi con questo comune denominatore. L’ultima arrivata in tal senso e’ la belga Alfa Matrix, con questo ricco doppio cd che raccoglie ben 32 artisti dell’area elettronica con vocalist femminile (siamo per altro gia’ al secondo capitolo di questa raccolta); purtroppo devo dire che a tanta quantita’ non corrisponde altrettanta qualita’……. anzi, gli episodi degni di nota sono ben pochi. Ci troviamo in prevalenza davanti a brani mediocri, elettronica di “grana grossa” molto commerciale. Presenti tutti i gruppi sotto contratto per l’etichetta belga, Aiboforcen, Hungry Lucy, Epsilon Minus (autentici mattatori di questo sampler, visto che oltre al loro pezzo, troviamo anche 4 loro remix), Regenerator, Implant, Nebula H, ecc., oltre a diversi nomi che sulla carta mi avevano incuriosito, vedi Male or Female (side project dei Front 242) …. una delle tante delusioni di questo disco! Idem dicasi per Pzycho Bitch (ma come fanno certi gruppi ad avere successo ??) e Client (progetto dietro cui si cela Andrew Fletcher dei Depeche Mode). Molti brani sono inediti, rari o remix esclusivi…… sara’ anche vero, ma avrei preferito continuare ad ignorare l’esistenza del remix di “Engelsstaub”; lo splendido brano degli In Strict Confidence viene massacrato dagli Implant e diviene brano di rara burinaggine !!! Tra i meno peggio i L’Ame Immortelle con un remix di “Judgement” a cura di Epsilon Minus. Alla fine trovo che i due brani migliori del disco siano quelli di Bel Canto ed Hungry Lucy, guarda caso due pezzi tra i piu’ “soft” di questo doppio sampler, e quindi piu’ vicini alla tradizione delle “Heavenly Voices”. Il sottoscritto ama l’elettronica e non ha nulla contro le voci femminili (anzi….), ma dopo l’ascolto di questo disco preferisco tornare alle vecchie raccolte della Hyperium.

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