Angels of Venice: Forever After

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Ver Sacrum Il ritorno delle Angels of Venice non può che essere graditissimo, dopo che l’album Awake inside a dream, pubblicato lo scorso anno sempre dalla Accession Records, è finito alle vette della mia personale playlist di CD del 2002. Ancora come per Awake…, Forever After non è il “vero” nuovo album del gruppo losangelino ma si tratta della ristampa del disco a nome della sola Carol Tatum, leader del gruppo, intitolato Music for Harp. Il nome del CD originario è in qualche modo emblematico dello spirito del disco, che è pertanto incentrato sul suono celestiale dell’arpa, a cui sono accompagnate le tastiere sempre suonate dalla stessa Tatum. La mancanza degli altri “angeli di Venezia” in qualche modo però si fa sentire: mentre Awake… era un lavoro collettivo, ricco di tanti suoni prodotti dagli strumenti più svariati ed esotici, Forever After è inevitabilmente più monocorde. In particolare nei brani dove il suono dell’arpa è maggiormente in primo piano (es. “Non Alegra”, “Forever After” o “Starshine Lullabye”) la musica si avvicina più a certe atmosfere care agli amanti della “new age” che al dark ethereal e tra l’altro questi, ad esclusione della title track che ha una melodia così bella e malinconica da risultare struggente, sono anche i pezzi più noiosi. Di contro i brani più ricchi negli arrangiamenti sono dei capolavori assoluti, come “Voyage of the Sea Witch”, “Persentio” ma soprattutto la famosa cover di “Nothing else matters” dei Metallica che, senza esagerare, vale da sola l’acquisto del CD. Forever After è comunque un’opera molto valida che mi sento di consigliare agli amanti della musica eterea più raffinata e a chi non disdegna le produzioni new age di etichette come la Windham Hill: un disco bello quindi ma non “esaltante” come il suo predecessore. Spero comunque che Carol, stavolta insieme alle altre “angels”, possa tornare presto a incidere nuovo materiale: non vorrei ritrovarmi a breve a parlarvi dell’ennesima ristampa a nome Angels of Venice (anche perché ormai c’è poco da ristampare).

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