Bohémien: Bohémien 2002

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Bentornati Bohémien! Gli autori del cult-demo “Sangue ed Arena” (correva l’anno 1985…) sono di nuovo tra noi, con questa immancabilmente interessante nuova proposta! Cinque brani (per inciso, gli stessi del summenzionato, riarrangiati e risuonati) che ci riportano indietro a quel periodo, per noi vecchietti nostalgici davvero magico! Chitarrismo secco e privo di fronzoli, basso e batteria pulsanti all’unisono, trame lineari ma molto efficaci irrobustite dall’enfatico cantato di Alex Buccini (con Luciano Liberatore, chitarre, e Walter Vincenti, il batterista, fra i fondatori del gruppo). “Libido” afferma con convinzione gli intendimenti del gruppo, riproporre quelle sonorità epiche con spirito rinnovellato, aprendo la strada a “Nella nebbia (oltre non sarò)”, fin da ora un classico del genere, coniugando atmosfere decadenti ad un suono essenziale nelle sue linee. Ribadisco con convinzione il valore di questo pezzo! Si richiama ai Christian Death (i migliori!, ben s’intende) ed alla wave italiana dei primi ottanta “Tra specchi”, canzone dallo sviluppo comunque assai personale. L’impressione di trovarsi al cospetto di un lavoro ben superiore alla media viene rafforzata dalle tracks che chiudono il dischetto, “Estasi” e “Colpi di sonno”. Non di recupero nostalgico si tratta, i Bohémien dimostrano capacità compositive ed esecutive non comuni, ed un gusto estetico degno di lode. Ben si sono inseriti nel contesto dell’insieme i nuovi giunti Giovanni Staccone, al basso, e Stefania Minutaglio, cori e tastiere. Curatissimo l’aspetto lirico, fondamentale soprattutto quando, come in questo caso, si utilizza la lingua madre, i testi di “Bohémien” sono intelligenti e dotati di perverso fascino!

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