Ministry: Animositisomina

0
Condividi:

Ver Sacrum Negli ultimi anni, le produzioni dei Ministry sono diventate meno frequenti di quanto lo fossero in passato: se prescindiamo dalla compilation e dal live, usciti rispettivamente nel 2001 e nel 2002, l’ultima produzione in studio del gruppo risale all’ormai lontano 1999. Anche la qualità degli ultimi lavori era stata, a mio parere, altalenante: non era facile, d’altra parte, dare un seguito a quel capolavoro intitolato Psalm 69, e anche un personaggio del calibro di Al Jourgensen (che in occasione di questo CD ha deciso di modificare il proprio nome in Al-qaeda) ha avuto non poche difficoltà a superare la crisi: in effetti, pur non essendo dei brutti dischi, nè Filth PigThe dark side of the spoon mi avevano convinto del tutto: il primo, pur avendo aggiunto al suono del gruppo un’ulteriore vena oscura, era a tratti un po’ floscio, mentre il secondo era forse un po’ più aggressivo ma più basato sulla ritmica di quanto non lo fossero i suoi predecessori. Con Animositisomina (parola palindroma), i Ministry sembrano essere usciti dal tunnel, rifacendosi abbastanza ai suoni di Psalm 69 senza necessariamente produrre una copia di quel lavoro. Di certo il gruppo si sta gradualmente allontanando dall’ambito prettamente industriale e, tranne che per alcuni sottofondi che spesso si perdono con l’ingresso in campo delle chitarre, la sua musica è sempre più prossima al metal e al cosiddetto “nu-metal”, con alcune venature prossime alla musica di gruppi come i Tool. La voce, piena di effetti come al solito, sembra essere studiata in modo che, pur distorta, lasci che il testo sia comprensibile. Purtroppo la versione promo del CD non contiene le liriche, solitamente interessanti, che invece dovrebbero essere presenti nella versione commerciale. Musicalmente il disco è rabbioso, e i due brani di apertura colpiscono durissimo. Il disco prosegue su toni molto tirati e si conclude con “Leper”, che a mio giudizio è il brano migliore del CD, forse perché è l’unico in cui la matrice industriale riprende il posto che le spetta nel suono di un gruppo che ha fatto, insieme a Godflesh e ai primissimi Scorn, la storia della musica nata dalla commistione tra il suono metal e quello industriale.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.