Gothica

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Che i Gothica siano una delle realtà più interessanti nel campo della musica eterea, italiana e non, è ormai cosa accertata. La loro nuova opera The Cliff of Suicide non ha fatto che confermare l’incredibile talento di Alessandra Santovito e Roberto del Vecchio. Noi di Ver Sacrum non potevamo quindi perderci l’evento unico e raro di vedere i Gothica in concerto nel mini tour che ha toccato nel mese di aprile tre città italiane. Siamo qui ora a riportarvi le memorie di quei momenti, Ankh con la sua recensione del concerto di Roma, e Mircalla ed io, Christian Dex, con le immagini catturate al concerto di Vicenza.

Roma, Black Out Venerdì 4 aprile 2003

Gothica

Gothica, Vicenza 5/4/2003 (foto di Christian Dex © Ver Sacrum)

Da qualche anno a questa parte, l’Italia sta continuando a sfornare numerosi gruppi che, soprattutto nell’ambito della musica eterea, si posizionano ai vertici qualitativi a livello internazionale; questa sorta di “piccola armata”, sta invadendo il mondo alla ricerca di etichette che siano in grado di dare sufficiente visibilità e una distribuzione decente ai loro lavori: molti si sono accasati presso la francese Prikosnovenie, mentre i Gothica, come gli Ataraxia, hanno preferito le lande ghiacciate della Svezia, incidendo per la Cold Meat Industry.

Seguo da diversi anni i Gothica, fin dai tempi dell’incisione del loro secondo demo tape Proserpina, nell’ormai lontano 1998. Dopo cinque anni, finalmente si presenta l’occasione per vederli dal vivo: il concerto mi coglie un po’ impreparato, nel senso che non avevo ancora ascoltato il loro ultimo CD: se da un lato ciò rende molto più complesso scrivere questa recensione (non sono assolutamente in grado di ricostruire la scaletta), dall’altro mi ha permesso di assaporare il concerto con orecchio “vergine”.

Arrivo presto, il Blackout è ancora chiuso e fuori, oltre a me, ci sono due o tre persone; terribili previsioni si formano nella mia testa (Suoneranno? Per caso hanno annullato il concerto?). Ben presto si crea un minimo di fila, ma la gente è sempre pochissima; all’inizio del concerto, direi che ad ascoltare c’è una cinquantina scarsa di persone: poche ma, devo dire, assorte nell’ascolto. Come sempre accade il venerdì al Blackout durante il concerto la sala si riempie delle persone che attendono l’inizio della discoteca e che rovinano decisamente l’atmosfera tenue del concerto.

L’attesa non è propriamente breve, ma viene ripagata da una splendida sorpresa: dopo una maestosa introduzione sul palco entrano tre persone; oltre ai due membri fondatori, Alessandra Santovito e Roberto Del Vecchio, è presente sul palco anche la flautista e tastierista Flavia Prosperi; la cosa non può che farmi piacere, visto che spesso la musica ethereal è tanto splendida su disco quanto sterile dal vivo, con le sue basi preregistrate cui troppo spesso si aggiungono esclusivamente le voci. Non è questo il caso dei Gothica: le basi sono ovviamente presenti, ma su esse loro suonano veramente. Da qui in poi entro nel mistero del loro secondo CD: in effetti, buona parte del concerto è costituita da brani del loro ultimo lavoro. Fanno eccezione, se non sbaglio, un paio di brani: “Proserpina”, eseguita nel bis, ed una canzone nuova di zecca, dedicata ad Edgar Allan Poe. L’atmosfera creata dai suoni del gruppo abruzzese è splendida: manca forse un po’ della profondità e della pienezza tipica del suono dei loro CD, ma credo che in questo una buona parte della colpa sia dell’impianto di amplificazione, probabilmente poco avvezzo e non studiato per questo tipo di suoni; in effetti, una volta ascoltato il nuovo lavoro, mi sono reso conto del fatto che la maturazione dei Gothica li ha portati in effetti a ridurre gli orpelli in eccesso che erano talvolta presenti nel primo lavoro, che ciononostante rimane un gran bel lavoro.

La tensione generata dalla musica del gruppo è tale che, al termine del primo brano, nessuno ha il coraggio di applaudire, come per non interrompere il momento di magia: una strana sensazione a metà strada tra l’imbarazzo, la tensione e la soddisfazione si nota negli occhi di Alessandra Santovito; questo stesso fenomeno si verifica un altro paio di volte durante l’esibizione: credo che il gruppo stesso si sia reso conto del fatto che il mancato applauso non andava interpretato come gesto offensivo ma al contrario come un gesto di timore nei confronti dell’atmosfera creata dalla musica. Come accennato in precedenza, nella seconda metà del concerto tale atmosfera è stata decisamente rovinata da chi, in attesa dell’inizio delle danze, creava un rumore di fondo che i tenui suoni dei Gothica talvolta non riuscivano a nascondere. Che cosa aggiungere? Il concerto mi è decisamente piaciuto: belli i suoni, bella la voce della cantante e molto gradita la presenza di un musicista in più, peraltro molto in gamba. Una maggiore civiltà da parte delle persone in attesa della discoteca sarebbe stata auspicabile, ma tant’è: ci abbiamo fatto l’abitudine. Un unico appunto: al termine del concerto mi aspettavo di trovare un banco con i lavori e il merchandising del gruppo e invece sono rimasto a bocca asciutta…

Links:

Gothica – sito ufficiale

Cold Meat Industry

Gothica

Gothica, Vicenza 5/4/2003 (foto di Christian Dex © Ver Sacrum)

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