Interpol

0
Condividi:
Interpol

Interpol live (© Interpol)

In molti attendevano con grande curiosità e interesse il minitour di quattro date che gli Interpol hanno fatto in Italia: strano a dirsi ma questa band, che dovrebbe attirare nostalgici degli anni 80 e gotici (ex “darkettoni”) con una trentina d’anni sulle spalle, ha invece un nutritissimo seguito di fans poco più che teen-ager che della scena gotica sanno poco o nulla e che degli anni 80 conoscono probabilmente solo quelle band che a tutt’oggi sono sulla cresta dell’onda, tipo Depeche Mode tanto per intenderci. Anche la data fiorentina è popolata da un pubblico di questo tipo, oltre che da moltissimi ragazzi americani, che probabilmente hanno la fortuna di essere capitati in gita in città proprio in questo periodo’

L’Auditorium Flog apre i battenti alla nove circa e velocemente si riempe di gente: entrando la prima cosa che mi colpisce è il modo in cui il palco è stato “agghindato”, infatti è più simile alla radura di un boschetto che a un palco vero e proprio, dato che ovunque sono state appoggiate (o fissate con il nastro adesivo) vere e proprie fronde d’albero (probabilmente tagliate fuori dal locale, che è immerso nel verde)! Come se non bastasse, sulle casse svettano anche un gufo e un grosso piccione di plastica, mentre ad una parete è attaccata un’enorme anatra (anch’essa di plastica). Davvero curioso, ma il bello deve ancora venire, infatti tale “scenografia” è stata preparata per lo show della band che supporta gli Interpol, cioè gli inglesi British Sea Power. Il loro concerto è a dir poco esilarante, non solo i componenti del gruppo sono vestiti in modo alquanto buffo e hanno lo sguardo perso nel vuoto per tutta la durata della “performance”, ma ad un certo punto cominciano a fare cose assurde: prima il tastierista (che più che una tastiera suona una specie di pianola’) abbandona il suo strumento per “indossare” una grancassa con la quale all’inizio gira sul palco e in seguito si getta tra il pubblico, poi gli altri ragazzi della band iniziano a prendere le fronde d’albero attaccate alle casse e a colpirsi vicendevolmente con quest’ultime, creando il caos totale e suscitando l’ilarità di tutti gli spettatori, che credo non si sarebbero mai immaginati di vedere uno spettacolo di questo genere!
Ho tralasciato (volutamente) di parlare della musica dei British Sea Power, si tratta infatti di un rock-pop un po’ troppo minimalista per i miei gusti e sinceramente non mi ha convinto molto, però è anche vero che la mia attenzione è stata attirata da ben altro!! Di sicuro se continuano a esibirsi in show così deliranti sentiremo parlare molto presto di loro, su questo non ho dubbi!

Interpol

Interpol live (© Interpol)

Veniamo ora agli Interpol, che naturalmente sono costretti a suonare su un palco ancora pieno dei residui “vegetali” lasciati dai BSP. L’ingresso della new sensation newyorkese crea grande entusiasmo tra i presenti: loro sono come ce li aspettavamo, nella tipica tenuta “elegante” con giacca e cravatta, e inoltre ai quattro membri originali si è aggiunto in sede live anche un tastierista. In un’oretta di concerto ci presentano praticamente tutti i brani di Turn on the bright lights e devo dire che dal vivo riescono a creare una buona atmosfera, indicativa del fatto che, nonostante la breve carriera, la band ha già una discreta esperienza sulle spalle e quindi una certa sicurezza. Forse la persona alla quale la dimensione live è meno congeniale è il cantante, Paul Banks, la cui voce stenta parecchio in diverse occasioni, ma questo è anche l’unico aspetto negativo notato durante tutto il concerto. Un’altra osservazione da fare è che, rispetto al disco, le influenze di una band come gli Smiths si sentono ancora di più, e ovviamente la cosa mi ha fatto molto piacere dato che era da diverso tempo che non si sentiva un gruppo suonare in quel modo.

In generale il numeroso pubblico sembra aver apprezzato molto l’esibizione (sono in parecchi quelli che hanno cantato tutti i pezzi dall’inizio alla fine), e in effetti gli Interpol non hanno deluso neanche le mie di aspettative, anzi sono stati meglio di quanto potevo immaginare. Una bella serata nel complesso, per la quale dobbiamo ringraziare doppiamente la band newyorkese: primo perché ci ha offerto senza dubbio un buon concerto e secondo perché ha scelto di portare in tour con sé una delle support-band più divertenti (e meno noiose) che si siano mai viste!

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.