Pseudo: Introversion - A Quest For Expression - Chapter I

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Molto bello davvero, questo “Introversion” del teutonico Pseudo (progetto ascritto a Toni Meier)! Trattasi di otto tracks, eccetto la seconda tutte di considerevole durata, assolutamente oscure, oppressive, letteralmente dark. Nonostante trattasi di autoproduzione, il suono è eccellente, permettendo così di apprezzare appieno brani magari semplici nella loro struttura, ma da una one-man-band non si può pretendere tanto, ma dalla resa quanto mai efficace. Il nostro solingo cantore musica le sue aspettative, le sue paure, il suo più intimo sentire, accogliendo i suoi versi l’ispirazione celata nei più reconditi recessi di tanto tormentata anima. Un’opera sì totale merita il nostro encomio per la melancolica sobrietà che esibisce con discrezione. Gradevole effetto produce l’ascolto di “Invisible”, opener che manifesta da subito gl’intendimenti dell’autore, della ambient-goth “Memorties”, tormentoso tour de force, mentre nella breve (effetto amplificato dalla lunghezza delle altre) “Loneheart” (solo quattro minuti!) spunta una querula chitarra ad invigorire il plumbeo sound evocato dall’ermetico compositore. Insistendo nell’ascolto si rafforza un certo flebile senso di stanchezza, dovuto al reiterarsi di situazioni sonore cagionate dalla parcità della strumentazione utilizzata, la quale non permette grande dispendio di varietà, ma nemmen di troppa artefatta ampollosità. Comunque una lodevole iniziativa.

TagsPseudo
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