Institut: Live like traitors, die like traitors

0
Condividi:

Ver Sacrum Secondo lavoro, per quanto ne so, di lunga durata per questo gruppo, costituito dai due musicisti svedesi Lirim Cajani e Johanna Rosenquist, anche se credo che oggi la vocalist abbia abbandonato il gruppo; sono decisamente dediti ad un power-noise oltranzista ed estremo, senza alcuna concessione all’orecchiabilità. In questo ambito musicale è spesso molto difficile discriminare i prodotti tra loro ed è comunque passato tanto tempo da quando è stato stampato qualcosa di veramente innovativo: in effetti, con il passare del tempo i vari prodotti tendono ad assomigliarsi un po’ troppo spesso tra loro, spinti verso lidi talmente estremi e lontani da apparire sfocati e indistinti. Fatta questa premessa necessaria, devo dire che, rispetto a molti dei lavori che ho sentito ultimamente, questo sembra avere una varietà di suoni, manipolazioni e sorgenti più ampia rispetto a quella di molti altri gruppi: intendiamoci, ciascun brano è, preso singolarmente, claustrofobico e soffocante come in pochi altri casi; però tra un brano e l’altro ci sono delle differenze abbastanza marcate che non spingono a pensare, come talvolta capita nei lavori di altri gruppi di questo genere, di ascoltare un unico brano ripetuto più volte. Nel complesso non mi sentirei di parlare di un disco malvagio, ma nemmeno un disco che porti con sé grandissime novità: se da un lato ogni brano è un urlo contro l’universo intero, ed esprime tutto l’odio e tutta la misantropia possibili, dall’altro non posso fare a meno di chiedermi se non sia giunta l’ora di incanalare tutta questa rabbia in forme diverse e nuove, senza necessariamente rinchiudersi in espressioni e strutture ormai note e che temo non abbiano più l’effetto devastante e destabilizzante che si vorrebbe e che, sicuramente, avevano anni fa.

Condividi:

Lascia un commento

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.