New Model Army: Lost songs

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Ver Sacrum Sebbene sia uscita l’anno scorso è stato possibile recuperare questa compilation dei New Model Army solo grazie alla recente calata nel nostro paese di Justin Sullivan, cantante e leader dello storico gruppo inglese. Il nome è già di per sé sufficientemente indicativo del contenuto di questa doppia antologia: sono infatti qui raccolti 22 pezzi quasi tutti composti negli anni ’90, più o meno nel periodo tra gli album The love of hopeless causes e Strange Brotherhood. Questi due album possono essere perciò presi come confronto per inquadrare il tipo di sonorità qui proposte: chitarra, basso e batteria, un po’ di tastiere e soprattutto dei brani mai terribilmente irruenti, anche quando i tempi si fanno più veloci o le chitarre ringhiano distorte. Sebbene si tratti di “avanzi” la qualità dei pezzi di Lost Songs è in genere piuttosto alta e raggiunge delle punte in alcuni brani tra cui i due ottimi brani lenti “See you in hell” e “Trees in Winter”, la scoppiettante “Knife”, con i giri di basso di Nelson in primo piano, o “Song to the men of England”, con il testo tratto da un poema di Shelley recitato da Joolz, scrittrice, artista (suo è l’artwork dei dischi dei NMA) nonché compagna di Sullivan. Curiosissimo, tant’è che ancora non ho deciso se alla fine lo adoro o lo detesto, è il remix in chiave dance di “Over the wire”, una canzone che nella sua versione originale era contenuta nell’album Strange Brotherhood. I testi sono incentrati, come da migliore tradizione del gruppo, su questioni politiche ma soprattutto sociali: in modo estremamente efficace raccontano storie di lotte, di riscosse, ma soprattutto di degrado, della dura vita di coloro che vivono ai margini e della rabbia che essi covano dentro. Non mancano dei passi falsi, seppur parziali: poco felici sono “Burning Season” e “Freedom ’91”, dal testo comunque interessante ispirato da un viaggio compiuto da Sullivan nei paesi ex-comunisti subito dopo la caduta del muro. In generale Lost Songs è un’opera più che degna e tanti gruppi ben più famosi si sognerebbero di produrre degli “scarti” di tale livello. In ogni caso mi sento di consigliare l’acquisto solo ai fan dei New Model Army, per i quali Lost Songs potrà rendere più sopportabile l’attesa di un nuovo album del gruppo (ancora meglio, l’attesa di un nuovo tour) o permetterà di bilanciare con sonorità elettriche la “morbida” e romantica opera prima di Sullivan (recensita su queste pagine nel marzo 2003). Chi si accosta per la prima volta a questa grande band deve necessariamente passare prima in rassegna la loro splendida discografia “ufficiale”.

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