Terminal Choice: Menschenbrecher

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Ver Sacrum A pochi mesi di distanza dalle recensioni di Tumor e Blutengel, rieccoci a parlare di Christian Pohl, questa volta alle prese con il suo progetto principale ( o quantomeno il piu’ “anziano”, visto che in quanto a popolarità i Blutengel non scherzano). “Menschenbrecher” è l’ ultimo cd della discografia dei Terminal Choice ed arriva a tre anni da “Ominous future” (tra i due album la band tedesca ha pubblicato il “live” “Buried alive” ed il mcd “Collective suicide”) ; c’era molta attesa (almeno in Germania) per questo disco, tanto è vero che la prima tiratura del disco è stata completamente assorbita dal mercato teutonico e gli altri Paesi hanno dovuto attendere qualche settimana in piu’ prima che il disco venisse esportato. Dopo l’ascolto del disco direi che non vi sono grosse novità de segnalare per la band tedesca, la cui principale caratteristica è quella di accostare le chitarre elettriche alle basi elettroniche (tale caratteristica è, ahimè, qui piu’ marcata rispetto al precedente ed a questo punto migliore, “Ominous Future”); le canzoni rimangono “aggressive” e di stampo decisamente “tedesco-caciarone”, i testi sono (come negli altri progetti di Christian) il punto piu’ debole : banalità varie e le stesse tematiche che si ripetono da canzone a canzone, da progetto a progetto. Le canzoni che preferisco sono “Injustice” (singolo che ha anticipato la pubblicazionedell’album), dove la chitarra è meno presente rispetto alla media dei brani del disco, “Why me ? ” che nel ritornello usa un synth in cui suono mi ha ricordato gli Ultravox e la conclusiva “Be like me”, brano che credo ascoltermo spesso in discoteca. Interessante “Out of the dark”, un brano che sembra essere una cover del compianto Falco o almeno a me l’ha ricordato molto. In definitiva un disco carino, (giusto in virtu’ di una manciata di brani) ma niente di piu’, con tutti i pregi e difetti che già si sapevano riguardo la formazione tedesca la quale continua a non far parte della cerchia dei gruppi elettronici che preferisco….. ma questo è poi un disco elettronico ? La chitarra elettrica è talmente in evidenza che non me la sento nemmeno di definire questo disco come elettro od EBM, diciamo che è un bel minestrone cucinato da quel ruffiano di Christian Pohl, il quale indubbiamente conosce l’arte del far soldi. Per quanto mi riguarda, meglio Blutengel e Tumor. Per i fans piu’ incalliti il disco è disponibile anche in versione “box” che, oltre a vari gadgets contiene un esclusivo mcd con 5 pezzi, tra cui due remix dei brani “Menschenbrecher” e “She’s the devil”, oltre ad una nuova versione di “Daemonen”, brano in precedenza apparso solo su “Buried alive” . Non mi sono sembrati brani imperdibili, credo che il cd standard sia piu’ che sufficente, ma in ogni caso i collezionisti sono avvisati.

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