The Dead Hours: Dead girl's waltz

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I Dead Hours sono una delle piacevoli sorprese scovate andando alla ricerca di nomi nuovi sul web. Si tratta di un duo svedese, costituito da Dennis R. Lindfors e Lisa Velander, che suona musica elettronica ispirata, a loro dire, a quella di gruppi come Coil, Current 93 e Sol Invictus. Mentre per quanto riguarda i Coil qualche reminescenza riesco ad individuarla, gli altri due gruppi direi proprio che si tratta solo di un’ispirazione personale dei due musicisti. Non è semplicissimo descrivere la musica del duo: senza dubbio si tratta di una sorta di ambient scura, associabile più alle sonorità di alcuni gruppi esoterici (mi vengono in mente gli ungheresi Actus e una forma meno pomposa degli Autopsia) che a quelle di casa Cold Meat Industry. Dopo un breve brano strumentale di apertura, si entra nel vivo con la lunga suite (oltre 20 minuti) che dà il titolo al CD, in cui su una base di piano elettrico e suoni ambientali la vocalist canta e recita; più breve e opaca la seconda suite “And thou art dead as young as fair”, in cui fanno la loro comparsa le percussioni e la voce è filtrata attraverso suoni metallici; segue la lenta e strampalatissima versione di “Swing low, sweet charriot”, praticamente irriconoscibile; “An hour in a second” si spinge verso lidi isolazionisti in cui il suono si riduce al minimo indispensabile; molto più composita la successiva “The room, the spiral and the dead girl”, forse il più “coiliano” (periodo Worship the glitch, direi) dei brani presenti sul CD; a chiudere, l’ennesima minisuite “Frucissiere”, in cui inizialmante dominano i suoni a bassa frequenza che lentamente si stemperano in un’elettronica ambientale più leggera e luminosa. Nel complesso un discreto disco, che si lascia ascoltare volentieri. Tutti i brani possono essere ascoltati su ampcast.com

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