Aa.Vv.: Circolo della Vela Vol. 1 - 2002

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Che sia la prima compilation “situazionista” italiana? Forse sì, perché intanto non pretende di esserlo, e questo è fondamentale. Questo nome, Circolo della Vela, con cui chi ha creato il CD si è presentato è fatto apposta per lasciare spaesati, ma il manifesto programmatico del disco presenta idee chiare e ambiziose: la voglia di proporsi come “i motori della riVELAzione dell’insorgere di una nuova scena musicale indipendente”, o di “strappare i VELI del potere del brutto” ma soprattutto di porre un “VELO” sulle identità dei membri del Circolo. Essi infatti dichiarano: “Non sappiamo chi e quanti siamo! Non sappiamo da dove veniamo e dove andremo! Sappiamo solo cosa vogliamo! Forse!!!”. Ultimo ma non meno importante, il disco non è in vendita! E’ stato infatti spedito direttamente a individui “personalmente cooptati sulla base dell’ispirazione momentanea e spontanea dei membri (del Circolo), mai sulla base del rapporto puramente merceologico”: il nostro Candyman ne ha ricevute due copie, una per sé e una per Ver Sacrum (grazie a chiunque sia stato). Insomma, il Circolo per quanto sia di recente formazione dimostra inequivocabilmente di saper usare i mezzi della comunicazione, e se non è Situazionismo questo… Passando alla musica, il CD presenta quindici brani di gruppi italiani: si spazia tra i più svariati generi, dal dark-folk, ampiamente rappresentato dalle canzoni di Ain Soph, Inner Glory, Spiritual Front, Foresta di ferro, all’avantgarde di Der Feuerkreiner, DBPIT, In Vitro Test, Folkvang, dal gothic dei Bohemien al future pop degli XP8, fino a cose più difficilmente da classificare (The Space Vampires) o altre francamente spiazzanti (cosa ci fanno in questa oscura compilation i La Dolce Vittima e la loro proposta tra pop sixties e lounge???). Con questa varietà di stili e proposte è chiaro che non sempre ci troviamo di fronte al capolavoro anche se generalmente il livello è piuttosto buono con alcune punte di eccellenza (ad esempio i brani live di Spiritual Front e Der Feuerkreiner). Un plauso per il progetto globale ancor prima che per la musica: Guy Debord da lassù senz’altro approva…

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