Maxima Elektronica Festival

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Decoded Feedback

Decoded Feedback live 2001 (© Decoded Feedback)

Eccoci finalmente giunti ad uno degli eventi piu’ attesi dell’anno per i fans della musica elettronica; dopo le due date italiane ad inizio anno di Icon of Coil ed Assemblage 23, è la volta di un’altra prestigiosa accoppiata : Haujobb e Decoded Feedback, che a Milano chiudono il mini-tour italiano (tre date).

Purtroppo il pubblico non è numeroso come in occasione dell’evento di Gennaio (il locale si andrà riempiendo durante l’esibizone di Haujobb e sarà “colmo” per la serata danzante…. per altro ottima e rigorosamente elettronica) e così, quando verso le 21.30 inizia il concerto dei Decoded Feedback, saranno circa un centinaio i presenti; Marco Biagiotti, voce, e Yone Dudas alle tastiere, aprono il concerto con “Atlantis” (tratta dal cd Mechanical Horizon) a cui seguono altri 8 brani: “Phoenix”, “Bondage”, “Heaven” e la cover degli Swans “Love will save you” sono i brani tratti dal nuovo cd Shockwave; “Reflect in silence”, “Bio-vital”, “Relic” (eseguita come bis) ed una di cui non ricordo il titolo, sono i brani piu’ “datati”… un’esibizione un po’ breve quindi, ma seguita con discreta partecipazione dal pubblico; solo alcuni “fedelissimi” ballano, ma ogni brano è salutato da applausi e gridolini convinti.

Per quanto mi riguarda sono un grande estimatore del duo italo-canadese; apprezzo tutti i loro dischi ed anche dal vivo non mi hanno deluso (Marco ha una discreta voce e buona presenza scenica), trovo solo che potrebbero arricchire i loro show con la proiezione di diapositive o videoclip che renderebbero lo spettacolo piu’ coinvolgente dal punto di vista visivo. I loro cd sono ottimi, ma il livello d’eccellenza degli spettacoli dal vivo di band elettroniche quali Covenant, VNV Nation ed Icon of Coil è ancora lontano.

Tocca ora ad Haujobb… il pubblico è aumentato quando tocca a loro; si presentano in due (Daniel Myer ed un tastierista che credo sia il fido Samardzic) e, loro sì, fanno ricorso a videoclip e fumo a volontà. I brani eseguiti (tra cui la splendida “Dream Aid” e l’ultimo singolo “Penetration”) vengono eseguite in versioni piu’ “aggressive” rispetto al disco; in particolare il modo di cantare di Daniel è molto duro. Le canzoni si confermano interessanti ed indubbiamente originali; la proposta musicale di Haujobb non puo’ infatti essere etichettata semplicisticamente come EBM: si tratta di elettronica con sfaccettature diverse che toccano techno, lounge, ambient, ecc….

Dopo avergli riconosciuto il merito dell’originalità, devo però dire che il concerto non mi ha convinto del tutto e dopo qualche brano anche la maggior parte del pubblico ripiega in cerca di una birra (nel locale fa per altro un caldo tropicale) e di un posto a sedere…… meglio su disco, caro Daniel.

Fine dei concerti quindi (giudizio comunque piu’ che positivo nel complesso) e via alla grande serata danzante con EBM-elettro-industrial a 360°… per stasera, astenersi gotici, grazie.

Links:

Dedoded feedback – sito ufficiale

Haujobb e side projects

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