Apoptygma Berzerk: The Singles Collection

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Ver Sacrum Dopo che gli Apoptygma Berzerk sono stati messi sotto contratto da una major, la loro vecchia etichetta norvegese, la Tatra Records, ha dato il via ad una serie di ristampe dei vecchi dischi del gruppo. Questo The Singles Collection è un modo per raccogliere tutti insieme i singoli della band di Stephan Groth usciti per la Tatra, in una forma più comoda e vendibile ai nuovi fan. L’operazione, pur comprensibilissima, lascia adito a qualche perplessità: intanto, a voler essere pignoli, qui non ci sono “veramente” tutti i singoli del periodo, visto che manca il miniCD di Mourn, che a dire il vero non ci sarebbe nemmeno entrato in questi 2 dischetti già strapieni di musica. Inoltre le 6 versioni di “Kathy’s song”, alcune delle quali in remix techno mooolto commerciali, possono spaventare e allontanare da questa antologia molti ascoltatori. Infine la confezione grafica, estremamente patinata, è assolutamente inutile: normalmente in questo genere di dischi c’è sempre un booklet con una storia del gruppo, delle belle foto, qualcosa insomma che possa dare al tempo stesso informazioni in più al nuovo fan e qualcosa di speciale ai fedelissimi. Mi spiegate invece il senso di questa copertina, composta da un pieghevole di ben 16 pagine piene di foto di architetture – ponti, strade, palazzi – rielaborate graficamente, e senza una scritta se non i minimi credits indispensabili, e con non delle minuscole riproduzioni delle copertine originali dei singoli? Insomma, come potete capire ero partito un filino prevenuto verso questo doppio CD, anche perché, lo confesso, praticamente possiedo quasi tutti i singoli qui raccolti. Naturalmente quando uno mette su i CD, abbandonate le considerazioni di contorno e magari saltando qualche versione di “Kathy’s song”, le cose cambiano davvero. Non è un caso che gli Apoptygma Berzerk siano divenuti uno dei gruppi leader della scena electro e la loro musica, in particolare quella degli azzeccatissimi singoli, sta qui a dimostrarlo! In fin dei conti l’ascoltatore occasionale potrà grazie a questo disco scoprire alcune gemme mai pubblicate negli album ufficiali. E qui ci sono davvero un sacco di cose interessanti, dall'”Haunted Club Version” di “Paranoia”, molto più dura della versione normale, a “Beatbox”, brano che Stephen Groth esegue spesso dal vivo, dalla cover straordinaria di “Nothing Else Matters” dei Metallica, a “Burning Heretics” registrata in concerto. Il secondo CD di The Singles Collection è in generale quello che contiene le cose più valide e interessanti: in particolare i brani tratti dai primi due singoli, il 12″ Ashes to Ashes e il miniCD The 2nd Manifesto, ci mostrano un gruppo molto acerbo ma già con delle grandissime idee (ascoltate ad esempio la “gothic version” di “Burning Heretics”). Insomma, ero partito prevenuto e alla fine mi sono lasciato conquistare incondizionatamente. Che vi devo dire? Gli elementi per valutare ve li ho dati tutti: lascio a voi emettere il giudizio, favorevole o contrario, su questo album.

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