Derniere Volonté: Les Blessures de l'Ombre

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Ver Sacrum Eccoci al cospetto di uno dei migliori dischi pubblicati in questi mesi (e candidato quindi ad essere uno dei migliori dell’anno): “Les Blessures de l’ombre” e’ un ottimo disco che ampia gli orizzonti della cosidetta musica “apocalittica”. Geoffroy D. ha in pratica “inventato” uno stile personalissimo che fonde le atmosfere “marziali – apocalittiche” incarnate dalle onnipresenti percussioni, con un gusto ed un’attitudine “pop-wave” che rendono quasi tutti i brani particolarmente melodici ed accattivanti. Una vena malinconica (dovuta a mio avviso anche alla lingua francese) che pervade tutto il disco, percussioni, synth, accenni di fisarmonica che conferisce un’aria “decadente” (ascoltare “Ton visage de papier”), nessun ricorso agli abusatissimi campionamenti del periodo bellico: questa e’ la semplice ma efficace formula che ha portato Geoffroy D. ha comporre 14 gioiellini. Potremmo definirlo “un Der Blutharsch meno oscuro e piu’ melodico”; a differenza dei brani di Albin Julius (peraltro ospite nel brano “Vienna” e comunque “padrino” dell’artista francese, visto che il disco e’ pubblicato per Hau Ruck), le composizioni di Derniere Volonte’ hanno una struttura melodica e sono vere e proprie “canzoni”, ascoltandole e’ naturale trovarsi a battere ritmicamente il piedino e canticchiare il refrain. Indubbiamente un artista da seguire che porta una ventata di novita’ di cui si sentiva un gran bisogno.

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