Mathias Grassow, Klaus Wiese, Carsten Agthe: Holy Domain

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Ver Sacrum Il continuo impegno dell’Amplexus, interessantissima etichetta italiana che pubblica lavori che esplorano tutti i possibili meandri della musica d’ambiente spingendosi anche verso territori più “sanguigni”, viene spesso premiato ed evidenziato dalla produzione di lavori di artisti che in questa scena sono considerati dei maestri. È esattamente questo il caso dei musicisti che collaborano in questa splendida produzione: Mathias Grassow, che in questo CD si occupa della strumentazione elettronica e del lavoro concettuale, ha esplorato, a partire dalla metà degli anni ’80, tutte le forme immaginabili dell’ambient; Klaus Wiese, considerato un maestro dallo stesso Grassow, è uno dei fondatori del genere ed è un virtuoso di numerosi strumenti etnici: nell’opera in questione, suona lo zither (una famiglia di strumenti a corda imparentati con il salterio), il sarod (strumento indo-persiano della famiglia del liuto e del sitar), il sitar e le tibetan singing bowls; Carsten Agthe si occupa invece delle percussioni nella lunghissima suite centrale. I tre musicisti firmano un lavoro di intensità notevole, che, come spesso capita in lavori di questo tipo, richiede un ascolto attento per essere compreso: spesso le differenze tra prodotti di valore e prodotti poco significativi vanno individuate nella cura del dettaglio, nella finezza del tocco, nell’opera concettuale alla base del lavoro, nella qualità e complessità degli arrangiamenti; caratteristiche, queste, di cui il CD in oggetto è ricco all’inverosimile: sull’impalcatura costituita dai drones creati da Grassow campionando tutto ciò che può venire in mente, Wiese lavora gli strumenti a corda con molta delicatezza fino ad ottenere un complesso viluppo sonoro che circonda l’ascoltatore, incantato dagli scenari sonori e ammaliato dal ritmo lento e inesorabile intessuto da Agthe. Il lavoro sulle tibetan singing bowls, che creano un sottofondo continuo, aggiunge un senso di magia e sacralità all’insieme: sembra quasi di presenziare al rito di un arcano culto della Madre Terra, celebrato in un ambiente aperto caratterizzato dai deboli suoni della notte, del quale non si vogliono disturbare i normali ritmi. Per questa produzione, contenente quattro brani che costituiscono di fatto un unico flusso sonoro ininterrotto della durata di oltre un’ora, Amplexus ha creato una confezione tra le sue migliori, in cartoncino ruvido con splendide foto dedicate alla pittura e ai bassorilievi medievali. Un CD da non perdere per chiunque ami queste sonorità.

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