Ordeal By Fire: Roots and the dust

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Ver Sacrum Ancora gothic rock da Torino! E che gruppo, amici! Ordeal By Fire, ovvero il ritorno sulle scene dello storico vocalist dei Burning Gates, Michele Piccolo! “Roots and the dust” è già un classico del nostro genere. Un dischetto imprescindibile per tutti gli amanti del rock più obscuro e malato. Ascoltate “Re-creation”… Michele canta divinamente, tanto è ispirato (od arrabbiato…). Una prestazione maiuscola graziata dall’apporto di musicisti che evidentemente credono in lui e nel progetto. La chitarra di Riccardo Perugini (degnissimo alter-ego di Michele) è affilata, tagliente, egli è strumentista perfetto a suo agio sia su ritmiche sostenute (“Obsession”), sia quando si tratta di arabescare finemente il pentagramma (“River in flood”). Fabrizio Filippi (un ex-Wasteland) è bassista precisissimo, ed il connubio che forma con l’enigmatico XXX (alla batteria, è lo skin-beater dei Right In Sight) costituisce la fondamentale spina dorsale dell’OBF-style. Si chiude con la maiuscola rendition di “New Dark Age” dei seminali The Sound, omaggio al mai dimenticato Adrian Borland (R.I.P.), e mai finale fu più appropriato: una grande canzone per un grande CD. Non potevo chiedere di più a Fortuna, bendata Dea: dopo i Voices Of Masada gli Ordeal By Fire! La vecchia guardia dei militians ringrazia, e rialza la nera bandiera!

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