T.A.C.: Waiting for the twilight

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Ver Sacrum Dopo cinque anni ritornano finalmente i T.A.C. di Simone Balestrazzi, una delle mie band preferite di sempre. Se la maggior parte dei progetti industriali moderni pongono al centro di tutto la tecnologia, in Waiting for the twilight è invece l’uomo l’elemento di primo piano. Non che l’album non sia tecnologico, a partire dai sofisticati arrangiamenti e dalle tecniche di registrazione. Allo stesso tempo però l'”antropocentrismo” di Waiting … è evidente nel modo in cui le canzoni sono composte e suonate, visto che è dato ampio spazio ai musicisti, agli strumenti veri, alla voce. Il tutto in un’atmosfera molto “free” in cui l’improvvisazione sembra essere stata incoraggiata. Assai azzeccati sono gli arrangiamenti in cui con molto equilibrio vengono accostati i suoni degli strumenti acustici ed elettrici, le tastiere, i campionamenti e vari noise, senza che la componente industriale prenda mai il sopravvento. In Waiting… si trovano affiancati, spesso nello stesso pezzo, elaborazioni abbastanza tenui e indefinite, tendenti alla forma “ambientale”, con costruzioni melodiche sì sperimentali ma un po’ più classiche. La canzone “Outside” è in questo senso emblematica: comincia (e termina) come brano ambient-industrial per poi aprirsi a metà in una dolce melodia di stampo neo folk con la voce femminile accompagnata dalla chitarra acustica e dalla viola, mentre sullo sfondo si accumulano loop e rumori. Complessivamente Waiting… è un lavoro estremamente valido e interessante, anche se onestamente non sono riuscito ad apprezzare tutti i pezzi allo stesso modo. Accanto a cose ottime come “Outside”, “A dream of a dream” o “Dusk”, la canzone che chiude magistralmente il CD, mi è piaciuto meno un brano come “Enters the worm” con i suoi ritmi quasi dub. Ma questa è davvero una piccola osservazione, fatta per dovere di obiettività (ah, la dura vita del critico…). Dopo la stretta collaborazione con i Kirlian Camera, Simone Balestrazzi ha ricostruito il nucleo dei T.A.C. intorno a nuovi musicisti, con alcuni dei quali lavora anche ad altri progetti (ad esempio Corrado Altieri è il titolare del gruppo TH26 il cui disco d’esordio, La Haine, è stato prodotto da Simone). L’atmosfera che si è venuta a creare durante la realizzazione di Waiting… è stata talmente proficua e ricca che uscirà presto un nuovo CD, il cui titolo sarà Twilight Rituals, con le “outtakes” delle sue session di registrazione. Waiting … è davvero un ritorno alla grande per i T.A.C., un acquisto consigliato agli amanti delle forme più sperimentali e avantgarde della musica industriale.

TagsT.A.C.
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