The Blue Season: Cold

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I tedeschi “The Blue Season” ci propongono con Cold l’ennesimo esempio di gothic metal melodico senza infamia e senza lode. Intendiamoci, il disco non è brutto o mal suonato, ma non è possibile trovare nei 10 brani proposti una nota che sia originale, o che non sappia di deja-vu. Tutto rientra nei dettami del genere: voce femminile (qui alternata con una maschile), tastiere, chitarroni distorti ma melodici, riff di facile presa… Pezzi come, fra gli altri, “Forever Torn”, “Hours and hours”o “My own Spring” sono francamente intercambiabili, ed episodi che vorrebbero essere un po’ più meditati (“When I fall asleep”, “Surrounding o la stessa title track) rasentano pericolosamente il pop. Innocuo.

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