Voices Of Masada: Prelude

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Ver Sacrum Ecco giungere a noi Voices Of Masada, la nuova creatura dell’amico Daniele Tartaglia, stabilitosi da qualche tempo in Inghilterra, ove evidentemente ha trovato clima ideale per dar sfogo alla sua creatività! I tre pezzi che costituiscono “Prelude” ci offrono l’opportunità di inquadrare il gruppo e la direzione musicale intrapresa, ed inoltre appagano la nostra curiosità nell’attesa dell’album di lunga durata previsto per il prossimo autunno. Ebbene, poteva Daniele deluderci? Giammai! Brit goth purissimo, ecco cosa offre ai nostri sensi, appropriandosi dello scettro che fu dei Rosetta Stone (i primi) e dei Restoration/Vendemmian! Chitarre taglienti, basso pulsante, cantato epico, immancabile drum-machine, arrangiamenti semplici ma efficacissimi… “Flight” è degna ouverture di un dischetto che punta dritto al cuore dei nostalgici (e non solo…). Questo è un condensato eccellente di quanto di meglio offertoci da Albione negli ultimi due decenni, e non da meno sono le altre due canzoni, la lunga “Fragments” e l’enfatica “Fallen”. Non attendetevi svolazzi strumentali od inutili orpelli, il suono è essenziale, austero, sostenuto da una degna produzione risaltante le caratteristiche del quartetto (oltre a Daniele, Raymon Shah alla voce, Eddie Martin e Rob Leydon alle chitarre). Sì, sentivo proprio la necessità di riappropriarmi di queste sonorità che mi hanno accompagnato negli anni, scevre da banali eccessi modernisti e da contaminazioni forzate. Questo è il suono delle origini, quello che gruppi come Complicity od Excession, tanto per citarne un paio, hanno inutilmente tentato di eguagliare, fallendo nonostante i nobili propositi e le illustri discendenze. Ne sono certo, ci attende un grande disco…Bentornato Danny!

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