Buried Time: Eta Carinae

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Nuovo mini per gli autori del positivo Request for silence (da noi già recensito su queste pagine), Eta Carinae conferma vieppiù le buone impressioni allora suscitate. Un gruppo che ha nel cantante Alex Thelen un vero e proprio punto di forza, essendo la sua prestazione sempre all’altezza delle varie situazioni proposte. “Difference” e “The day wie die a little” sono dotate di intrigante carica melodrammatica, con “Thorn (O.T.U.)” i Buried Time si scatenano, un pezzo di trascinante goth-rock, anthemico ed enfatico, pomposissimo nella sezione ritmica (presidiata da Lars Winter e Frank Baumann) ed assolutamente devastante nelle porzioni chitarristiche. Sono le tastiere a dare l’avvio alla title-track, cadenzato ed oscuro rocker. Questo mini potrà suscitare i favori anche di chi non frequenta abitualmente le algide lande gothike, proprio grazie alla sapiente commistione di melodia e potenza che i nostri sanno distribuire con bravura nel breve arco di ogni pezzo. “Changing times” riscrive gli ultimi Sisters (quelli di Vision Thing) attualizzandoli ulteriormente. I due chitarristi Steven Diehl e Dennis Rowlien alternano riff squassanti a parti più rilassate, spezzando così la monoliticità del brano. Chiude “Autumn”, prima lenta e solenne, poi movimentata, un bel pezzo che costituisce degno epilogo di un CD che detiene un unico difetto: è davvero troppo breve!

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