Ataraxia: Des Paroles Blanches

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Ver Sacrum In attesa di un nuovo CD “full-length” gli Ataraxia ci deliziano con questo mini CD fatto di tre lunghi brani. Le ispirazioni di Des Paroles Blanches vanno ricercate nel passato del gruppo modenese, sia da un punto di vista tematico che musicale. Si può dire che questo mini sia infatti la logica prosecuzione de La Malediction d’Ondine, loro secondo CD, in cui l’ispirazione principale era l’acqua, le leggende di luoghi e creature legate a questo elemento. Des Paroles Blanches si apre quindi con “Etretat”, uno struggente brano dedicato all’omonima località sulle coste della Normandia, la cui famosissima scogliera è anche immortalata nella copertina del CD. Sempre con suoni di acqua si apre “Hovering”, un brano diviso in due parti unite tra loro, che è a mio avviso uno dei pezzi più belli mai composti dal gruppo modenese. Ed è proprio questo il brano che più mi ricorda il passato musicale degli Ataraxia, con le sonorità della tastiera di Giovanni in grande evidenza e l’andamento solenne della musica che accompagna i vocalizzi di Francesca. Nella già citata “Etretat” e “Veules les roses” è invece la chitarra di Vittorio ad essere in primo piano, con i suoi arpeggi precisi e malinconici, mentre Francesco Banchini, alias GOR, impreziosisce le atmosfere con degli interventi di flauto e clarinetto. Forse “malinconia” è proprio la parola chiave per svelare e decodificare la musica di questo CD, malinconia nei suoni e soprattutto nella voce di Francesca, al contempo sensuale e triste. Ancora un preziosissimo regalo da parte degli Ataraxia, 21 minuti di poesia e grande musica eterea, il tutto offerto agli ascoltatori con il pudore e l’umiltà che da sempre contraddistingue questo grandissimo gruppo.

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